Buoni fruttiferi, così le Poste possono aver ingannato i risparmiatori

Ci sono novità su Poste italiane e i “suoi” Buoni fruttiferi. Cosa sta accadendo in queste ultime ore.

(ANSA, Roma, FABIO FRUSTACI)

I buoni fruttiferi di Poste Italiane sono ritornati sul mercato e sembrano interessare molto i cittadini e gli utenti italiani, i quali da sempre sono molto attenti a sistemi di risparmio. Soprattutto in tempi di incertezza e paura per il futuro, riuscire a farsi un gruzzoletto può diventare decisivo per le nuove generazioni. In passato hanno riservato grandi sorprese a chi ha risparmiato per poi ritrovarsi una piccola cassaforte a cui attingere dopo qualche anno di attesa e qualche sacrificio. E a goderne i frutti spesso sono stati figli e nipoti. Adesso Poste Italiane ha messo a disposizione un nuovo strumento che rischia di allettare molti clienti e che rappresenta una novità rispetto agli strumenti precedenti. Qualcosa però sembra non tornare.

Ecco perché Poste Italiane potrebbe essere nei guai

(ANSA, Roma, ANGELO CARCONI)

C’è un esposto che però interessa proprio i buoni fruttiferi postali. A presentarlo è Adiconsum Sardegna, e riguarda proprio una presunta condotta scorretta adoperata da Poste Italiane: sul tavolo ci sarebbero pratiche commerciali scorrette che sono finite al centro della segnalazione da parte dell’autorità. Come è avvenuto tutto questo? Sono i risparmiatori sardi ad aver denunciato tutto e fatto finire Poste Italiane nei guai. L’Antitrust avrà il campito di capire se in fase di collocamento, Poste abbia “dimenticato” di inserire l’indicazione della data di scadenza o di quella di prescrizione dei titoli. Inoltre dovrà verificare se siano state condivise da parte dell’intermediario le informazioni sui rischi giuridici derivanti dalla prescrizione dei titoli. Dovrà inoltre controllare se abbia omesso di rendere noti ai clienti dei buoni prossimi alla scadenza caduti in prescrizione negli ultimi cinque anni. Sono i cosiddetti “Buoni postali 5×5”.

Buoni fruttiferi, come funziona

(ANSA, Roma, CLAUDIO PERI)

A garantire l’efficacia dei buoni postali è lo Stato. Essi sono emessi dalla Cassa Depositi e Prestiti. Vengono sottoscritti e sono rimborsali con una quota agevolata del 12,50 per cento. I buoni fruttiferi possono essere intestati ai minorenni con un’età compresa fino ai 16 anni. In forma digitale si può effettuare una sottoscrizione nel progetto del piano di risparmio piccoli e buoni o dai genitori. Si possono sottoscrivere negli uffici postali ma anche in forma disgiunta. Chiaramente è necessaria una responsabilità del genitore/tutore per poter usufruire del libretto del figlio minorenne.