Il nuovo piano di incentivi per l’acquisto dell’auto ormai è legge. Ma non si seguiranno le orme del vecchio ecobonus perché nel frattempo tante cose sono cambiate.
Difatti se lo scopo del vecchio Ecobonus era quello di avvicinare gli italiani all’auto elettrica, lo scopo degli incentivi attuali è quello di aiutare il mercato dell’auto che versa in una crisi senza precedenti.
Ma oltre ad aiutare il mercato dell’auto questo bonus vuole anche rivitalizzare i consumi ormai ridotti a causa della fortissima crisi economica e dell’impennata del costo della vita.
Le aziende automobilistiche infatti non stanno più riuscendo a vendere auto e le immatricolazioni diminuiscono mese dopo mese.
Da un lato ci sono le famiglie spaventate dalla crisi che giustamente non vogliono spendere e dall’altro c’è una crisi dei chip sempre più forte che rende anche difficile produrre automobili stesse. Innanzitutto questo nuovo Ecobonus avrà un tetto massimo di €35.000 più IVA. In seconda battuta il contributo statale vale adesso €3.000. A questi €3.000 di contributo statale se ne aggiungono 2000 se si rottama una vettura che sia al di sotto della classe euro 5.
I soldi stanziati dal governo coprono 3 anni e dunque non si tratta di un bonus soltanto per l’anno in corso. Per ogni anno sono previsti budget sempre fissi e 650 milioni di euro. Ma non sono soltanto le elettriche a beneficiare del bonus. Se infatti le elettriche beneficiano del bonus di €5000 considerando anche la rottamazione anche altre fasce di emissioni inquinanti beneficiano del bonus. Tra i 21 e i 60 grammi per chilometro si beneficia di un bonus di 2000 più €2000. Invece tra i 61 e i 135 grammi per chilometro si beneficia soltanto dei €2000 di rottamazione.
L’ecobonus è riservato solo alle persone fisiche ma è esteso anche alle moto. Quindi motocicli e ciclomotori elettrici ma anche quelli ibridi potranno beneficiare del bonus. Come detto lo scopo è quello di aiutare un mercato ormai in crisi fortissima ma anche quello di sostenere le famiglie che secondo Confesercenti ormai hanno ridotto i loro consumi a volumi veramente minimi mettendo seriamente in difficoltà l’economia italiana che rischia una forte contrazione o addirittura la recessione. Infatti secondo molti economisti questi bonus sono inadeguati ad uno scenario di recessione come quello al quale ci secondo Bankitalia probabilmente ci avviciniamo.
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