È un periodo davvero durissimo questo per le famiglie italiane che non ce la fanno più ad andare avanti con le spese di tutti i giorni.
In Italia si registra un autentico allarme povertà con un divario ricchi e poveri che è letteralmente esploso dopo la pandemia di coronavirus e l’impennata dell’inflazione.
Sono milioni infatti le famiglie italiane che letteralmente non riescono a mangiare o pagare le bollette e la situazione diventa veramente preoccupante.
Mentre gli italiani ormai stanno chiedendo in massa il reddito di base universale all’Unione Europea nella speranza di poter avere almeno un minimo garantito per vivere arriva dal governo un aiuto molto interessante.
In questo delicatissimo frangente dell’economia, infatti, sono soprattutto le famiglie con figli quelle più in difficoltà. Lavori precari, il dramma della mancanza di un salario minimo in Italia e i prezzi che salgono sempre di più, rendono il mantenimento di uno o più figli davvero pesantissimo. In questo senso va il bonus pensato dal governo per l’educazione dei figli.
Si tratta di un bonus focalizzato proprio su un tipo particolare di educazione e vale a dire sull’educazione musicale. Questo bonus può essere speso in conservatori scuole di musica bande o cori. I ragazzi dai 5 ai 18 anni che vogliono fruire di questo genere di educazione musicale possono effettivamente farlo con l’ausilio di questo bonus di €1000. Il bonus può essere fruito come una detrazione IRPEF al 19% entro il tetto massimo dei €1000. Importante è che il figlio a carico sia tra i 5 e i 18 anni e che tutti i pagamenti necessari per la sua educazione musicale siano fatti in modalità assolutamente tracciabile.
Infatti saranno proprio le prove dei pagamenti tracciabili ad essere portate in detrazione IRPEF nella consueta soglia del 19%. Questo strumento noto anche come bonus musica sta riscuotendo un grande successo. Per quanto riguarda l’ISEE: questo è certamente un altro paletto. L’ISEE del nucleo familiare, infatti, deve essere entro i 36.000 euro e dunque tanti nuclei familiari potranno beneficiarne. Ma pesa in Italia la mancanza di un salario minimo o di un reddito di base. Questa consapevolezza cresce con la rabbia di quelle troppe famiglie che non ce la fanno più a restare sempre nell’ansia della miseria.
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