Recessione in Italia: arriva la bomba su pensioni, stipendi e risparmio

La recessione è quasi certa perché l’economia italiana è in una situazione davvero troppo critica.

I consumi delle famiglie crollano e le imprese non ce la fanno più a reggere gli aumenti dei costi.

Una vera e propria bomba sull’economia italiana che ormai lo spera più in nessuna forma di ripresa, ma vede come sempre più probabile uno scenario terribile fatto di recessione economica e contemporaneamente inflazione.

Uno scenario tremendo e non c’è un reddito minimo garantito

È quella che si chiama stagflazione, praticamente lo scenario peggiore in assoluto. Ma aldilà di tanti nomi complessi, questo in pratica vuol dire una vera e propria batosta sugli italiani a tutti i livelli. Innanzitutto bisogna dire che saranno sicuramente gli italiani più poveri a patire maggiormente e che milioni di Italiani molto probabilmente finiranno al di sotto della soglia di povertà. Secondo Caritas e Cgia di Mestre 11 milioni di Italiani sono già in povertà o rischiano di finirci presto. Ma già oggi le cose non sono facili perché addirittura 4 milioni di famiglie non sono riuscite a pagare neppure le bollette di luce e gas. Molti economisti ed intellettuali europei sostengono con forza la necessità di introdurre immediatamente il reddito di base universale.

Un reddito minimo per evitare la strozzatura dei consumi

Un reddito minimo erogato a tutti indipendentemente dalla situazione economica e lavorativa impedirebbe ad una parte colposa del continente di finire in una povertà che alla fine finirebbe per strangolare i consumi e danneggiare tutti.

Infatti la richiesta del reddito di base universale sul sito dell’Unione Europea nelle ultime settimane ha subito una vera e propria impennata e non si contano gli italiani che lo stanno richiedendo. Uno scenario così cupo sicuramente avrà un impatto devastante su pensioni, stipendi e risparmio. ma a patire maggiormente sarà proprio la questione annosa della disoccupazione.

Il dramma degli stipendi e della disoccupazione

Già oggi in Italia abbiamo una disoccupazione altissima e al sud parliamo di livelli da terzo mondo. Con la recessione inevitabilmente questi numeri si gonfierebbero e teniamo presente che anche gli occupati sono comunque molto spesso occupati con lavori poveri che consentono di guadagnare pochissimo. La vera questione in definitiva è quella del baratro incolmabile tra ricchi e poveri. Questi ultimi sono sempre di più e sono sempre più privi di protezione. Speciale nel nostro paese che uno dei pochi nei quali non esiste neppure il salario minimo.