Soldi per i figli, il Governo aiuterà chi non ha cittadinanza italiana

Il nostro sistema ha previsto altre forme di sostegno per le famiglie. Ma in realtà il bonus bebè non è scomparso completamente: ecco chi può riceverlo.

ANSA, Milan, DANIEL DAL ZENNARO

Come è ormai noto, il nostro sistema non prevede più la chance di chiedere il bonus bebè, un’agevolazione che in passato prevedeva la possibilità di ottenere una somma per il figlio appena nato. Ora il Governo guidato da Mario Draghi si è espresso per far inserire nuove forme di agevolazione fiscale ed economica. Sul tema è intervenuta la Corte Costituzionale, secondo cui è ancora diritti di alcune categorie di persone ricevere il bonus bebé: in particolare, si tratta dei cittadini che non sono residente in nessuno dei paesi dell’Unione Europea. A questo, inoltre, devono abbinarsi altri requisiti che i cittadini che lo richiedono devono possedere.

Come funziona il bonus bebè

Ansa, Bejing, MARK R. CRISTINO

Il bonus per il 2022 non sarà presente nelle possibilità offerte agli italiani. Ovviamente è fatto salvo per coloro che avevano già presentato la domanda prima che il bonus fosse espunto dal nostro sistema istituzionale. Il bonus è un assegno di natalità che ha un importo che può cambiare: da 80 a 160 euro ogni mese e può arrivare fino a 1920 euro in un anno. Il bonus deve essere chiesto entro 90 giorni da quando il bambino nasce.

Cosa ha deciso la Corte costituzionale

Ansa, Roma

Come anticipato, sul tema si è fatta sentire la Corte costituzionale. I Giudici della consulta sono intervenuti per chiarire che hanno diritto a ricevere le somme non tutte i cittadini extra Unione europea, ma esclusivamente:  i familiari titolari di carte di soggiorno previste dagli articoli 10 e 17 del decreto legislativo 6 febbraio 2007, n. 30; gli stranieri titolari di permesso unico di lavoro autorizzati a svolgere un’attività lavorativa per un periodo superiore a sei mesi; gli stranieri titolari di permesso di soggiorno per motivi di ricerca autorizzati a soggiornare in Italia per un periodo superiore a sei mesi. E non basta, perché anche l’Inps ha specificato, attraverso il messaggio n.1562, che i cittadini extra UE devono possedere altri due caratteristiche. La prima è di essere residenti in Italia, la seconda è di convivere con il bimbo di cui si attesta la genitorialità.