Allarme benzina: l’Europa vuole rifiutare il petrolio russo ma si rischia stangata sui prezzi

Una partita molto complessa quella che si gioca sul tema del petrolio russo.

Anche se di solito si parla del gas proveniente dalla Russia come tema scottante dei rapporti perversi tra Unione Europea e Russia, la questione del petrolio non è meno importante.

ANSA/JESSICA PASQUALON

Infatti l’Unione Europea vorrebbe chiudere con il petrolio russo per non pagare una salata bolletta a Putin e di conseguenza aiutarlo anche nella guerra.

Ennesima stangata sulla benzina

Ma chiudere con il petrolio russo non è affatto semplice perché significa un’impennata dei costi dei carburanti che potrebbe essere veramente tremenda.

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Teoricamente è soltanto l’Ungheria a opporsi al blocco delle importazioni di grezzo dalla Russia. Dunque il veto proverebbe soltanto da un paese europeo mentre teoricamente tutti gli altri vorrebbero bloccare il petrolio di Putin. Ma questo è vero solo in teoria: in realtà si sa benissimo che se si dovesse vietare al grezzo russo di entrare in Europa le conseguenze per i paesi dell’Unione sarebbero pesantissime.

Si vuole dire di no a Putin ma si ha bisogno del greggio

Nonostante le note tensioni tra l’Europa e la Russia, proprio l’Europa è il primo acquirente del petrolio russo. Basti pensare che di tutte le esportazioni petrolifere russe ben il 43% è destinato all’Unione Europea. Il petrolio russo costa relativamente poco e se la Russia venisse bandita dal novero dei fornitori dell’Unione Europea, il prezzo dei carburanti subirebbe sicuramente una drastica impennata. Quindi in teoria tutti vogliono la fine della dipendenza petrolifera dalla Russia ma in pratica nessuno vuole pagare la benzina molto di più. L’impatto infatti sarebbe veramente tremendo sull’economia Europea.

Il petrolio russo è difficilmente sostituibile

Non solo le famiglie si troverebbero l’ennesima stangata sui carburanti ma anche le imprese avrebbero molta più difficoltà a produrre a queste condizioni. In definitiva l’Italia non è tra i paesi che importano poi tanto petrolio dalla Russia, ma ci sono altri paesi come ad esempio la Germania che sono fortemente dipendenti dal petrolio russo. Insomma la partita sul petrolio non è diversa da quella sul gas. Ormai l’Europa rischia seriamente la recessione e di conseguenza nessuno vuole subire altre stangate. Importante sottolineare che l’aumento del costo dei carburanti potrebbe portare anche il temuto blocco merci: da tempo infatti gli autotrasportatori lamentano di lavorare quasi in perdita.