Guerra in Ucraina e crollo delle borse: cosa rischiano i risparmiatori

La situazione economica internazionale è decisamente confusa e problematica.

Fino a qualche mese fa sembrava che la progressiva uscita dalla pandemia di covid avrebbe potuto consentire all’economia di riprendersi in modo piuttosto rapido e dinamico.

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Ma prima l’arrivo dell’inflazione e poi lo scoppio della guerra in Ucraina hanno decisamente fugato questa ipotesi.

Troppe incognite

L’inflazione ha reso la vita difficile alle famiglie e alle aziende. Oggi tantissime famiglie in Italia sono in difficoltà economiche e tante aziende minacciano seriamente di chiudere.

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Il rincaro di luce e gas ed in generale delle tante materie prime coinvolte nella spirale inflazionistica ha messo nei guai tante aziende e tante famiglie. L’inflazione è veramente troppo alta e rischia di creare danni senza precedenti all’economia. Le banche centrali a questo punto sono costrette ad intervenire aumentando i tassi. Probabilmente sono state proprio le banche centrali con la loro vasta iniezione di denaro all’epoca della pandemia di covid tra le cause di questa fortissima inflazione.

Inflazione ed aumento dei tassi

Le banche centrali hanno immesso tanto danaro nel sistema per far riprendere l’economia dopo lo shock del covid ma questo quasi certamente è stata una delle cause dell’altissima inflazione. Adesso la Federal Reserve è costretta ad una politica restrittiva dal punto di vista monetario ma questo si traduce nel forte rischio di un crollo in borsa. Dunque la Federal Reserve è stretta in un dubbio davvero bruciante. Se aumenta i tassi può mettere effettivamente un freno all’inflazione ma rischia di far crollare le borse, tuttavia ormai l’inflazione è veramente troppo alta e così la Federal Reserve ha già preso la decisione di un aumento dei tassi. Gli effetti sulle borse mondiali si vedono. Infatti le borse stanno dimostrando una forte debolezza che però potrebbe diventare un vero e proprio crollo, anzi un tonfo che gli investitori temono molto. Tra gli effetti estremamente deleteri dell’inflazione da una parte e i rischi concreti di un forte crollo in borsa dall’altra, i risparmiatori sempre di più si orientano verso i beni di rifugio.

Corsa ai beni di rifugio

Effettivamente le incognite sui mercati sono troppe ed oggi anche l’allarme sulla carestia si aggiunge alle tante problematiche che appesantiscono l’orizzonte economico. La guerra del grano scatenata da Putin sta già dimostrando i suoi effetti a livello globale e sono 53 i paesi del mondo a rischio fame. Questo può scatenare una vera e propria ondata migratoria senza precedenti nei confronti dell’Europa e destabilizzare ulteriormente il quadro. Non dimentichiamo poi che l’Europa è sempre a rischio con le forniture del gas dalla Russia e sempre più spesso si parla di recessione. Non stupisce dunque che i beni di rifugio classici siano tornati di gran moda.