Il Governo italiano ha subito dei richiami da parte dell’Unione Europea per le troppe spese e i troppi bonus elargiti in tempo di pandemia.
Di conseguenza l’esecutivo ha necessità di fare cassa e vuole fare cassa proprio con la lotta all’evasione fiscale.
La lotta all’evasione fiscale è sempre stata in cima alle priorità del governo ma fare la lotta all’evasione fiscale significa sostanzialmente fare la lotta al denaro contante.
Dunque sono tante le cose che cambiano per il denaro contante ed è importante per i cittadini conoscerle.
Innanzitutto da giugno i negozianti non potranno più pretendere il pagamento in contanti. Se un cliente chiede di pagare con carta o bancomat ha il diritto di farlo e se il commerciante dovesse pretendere un pagamento in contanti avrebbe una multa di €30 maggiorata proporzionalmente all’importo dell’acquisto stesso. Ma oltre a questo ci sono anche i limiti sul pagamento che si può effettivamente operare tramite il denaro contante. Attualmente i limiti sul contante sono fissati a €2000. Ma dall’inizio del prossimo anno questi limiti scenderanno a €1000 e chiunque farà un pagamento dai €1000 in su utilizzando il contante sarà duramente sanzionato.
I controlli sui conti correnti sono diventati davvero forti e penetranti perché c’è il nuovo strumento della super anagrafe dei conti correnti e di conseguenza tutto quello che il cittadino fa al bancomat o con la carta di credito viene accuratamente monitorato dal fisco. Lo scopo è quello di scoprire qualsiasi cosa che non quadri rispetto alla dichiarazione dei redditi. Ma attenzione anche al danaro che si porta in tasca o che si tiene in casa: se è troppo possono partire accertamenti e anche sanzioni.
Vediamo di capire questo problema. Il danaro contante è lo strumento principe per l’evasione fiscale e di riciclaggio di denaro sporco. Dunque se un individuo dovesse essere sorpreso con troppo denaro in casa gli verrebbe chiesto il perché di tutto questo eccesso di denaro e se la spiegazione non fosse convincente in fisco comincerebbe ad indagare le sue posizioni. Ma quando il denaro in tasca o in casa si può considerare troppo? L’attuale normativa non fissa delle soglie rigide ma fa di prendere tutto dalla situazione economica del singolo.
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