Come la speculazione internazionale sta facendo sparire i cibi dalle nostre tavole

La guerra in Ucraina e l’inflazione stanno rendendo difficile la produzione di cibo, ma è la speculazione internazionale a colpire duramente l’industria alimentare.

Ormai è chiaro che l’approvvigionamento del cibo diventa sempre più difficile sia nei paesi ricchi che nei paesi poveri.

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Putin ha lanciato una vera guerra del grano bloccando le esportazioni dalla Russia e dall’Ucraina.

Grano e non solo

L’India per sicurezza ha fatto altrettanto e ha bloccato anche le sue esportazioni di grano.

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Di conseguenza il grano che è presente sul mercato internazionale oggi è veramente scarso. Tanti paesi del nord Africa e del Medio Oriente rischiano di non avere più questa preziosa materia prima alimentare e di conseguenza sono considerati a forte rischio. Ma in realtà produrre frutta verdura legumi ma anche allevare bestiame sta diventando sempre più difficile in tutto il mondo. Sicuramente l’inflazione ed il riscaldamento globale sono delle cause di tutto questo ma la speculazione gioca un ruolo fortissimo. Infatti l’attesa impennata di tutta una serie di materie prime alimentari spinge gli speculatori di tutto il mondo a puntare proprio su queste e a comprare sui mercati finanziari quegli strumenti di trading che permettono di puntare e di scommettere su rialzo di queste materie prime.

La speculazione sul cibo

Si tratta di un procedimento estremamente pericoloso perché l’attesa nei confronti di un rialzo attira gli speculatori che vogliono guadagnare su quel rialzo e così rinforza la spirale inflazionistica. La conseguenza è che le materie prime alimentari diventano sempre più care attirando sempre nuovi speculatori che scommettono sui rialzi e continuano a rinforzarli. La conseguenza di tutto ciò sono aumenti sempre più forti che tagliano fuori dagli approvvigionamenti del cibo i paesi più poveri. Ma anche nei paesi occidentali il cibo diviene sempre più caro.

Gli effetti sull’approvvigionamento alimentare

In Italia per fare un esempio, la pasta è già aumentata del 16% e l’olio di semi di girasole è aumentato del 70%. Tutto aumenta di prezzo sul fronte alimentare perché tutto è difficoltoso da produrre. Non esiste uno strumento per impedire alla speculazione di gonfiare le materie prime alimentari eppure questo è un procedimento estremamente pericoloso. Infatti anche nei paesi occidentali la difficoltà a fare la spesa diventa sempre più marcata e di conseguenza questo problema si va a sommare a quello già forte della generale inflazione. Inoltre questa forte tensione internazionale sul fronte del cibo sta già determinando ondate migratorie massicce che sono attese in ulteriore crescita. Insomma, quello sul cibo è realmente un problema globale.