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Fisco

Pace con il Fisco, così il Governo concede anni di rateizzazioni per le cartelle

Previsto l’arrivo del salvagente che ti permette di fare pace con il Fisco. Così il governo concede anni di rateizzazioni per le cartelle

Grazie al decreto Aiuti verranno specificate le norme relative alla rateizzazione delle cartelle esattoriali. Il governo concede infatti maggiore elasticità, pur restando con il pugno duro per coloro che non rispettano le regole e non pagano le tasse.

(ANSA/ANGELO CARCONI)

Dunque, il governo interviene proattivamente per concedere un più ampio spazio di manovra ai cittadini che dovranno mettersi in regola con il pagamento degli arretrati delle tasse. Prevista anche la possibilità di arrivare fino ad otto rate prima della decadenza (solo per quei debiti fino a 120 mila euro). Ecco tutte le novità previste dal decreto.

Ecco come il governo ti permette di fare pace con il fisco

Dal 16 luglio 2022 è prevista la possibilità di dilazionare i propri debiti (per un massimo di 120 mila euro). Sarà sufficiente fare domanda in cui il cittadino potrà anche non allegare alcuna documentazione necessaria a dimostrare che, in quello specifico momento e contesto, non ha possibilità di pagare e rispettare il debito. In questo modo, il cittadino avrà la possibilità di stabilire con l’Agenzia delle Entrate un piano di rientro per un massimo di 72 rate.

In realtà, è prevista la possibilità di aumentare le rate per ripagare il debito fino a 120, dilazionando il pagamento per 10 anni. Tuttavia, in questo caso sarà necessario dimostrare che il cittadino (che fa richiesta) versi in particolari condizioni di difficoltà economica, attraverso la compilazione di un apposito formulario messo a disposizione da parte dell’Agenzia.

(ANSA/ LUCA ZENNARO)

Si sposta anche la perdita della possibilità di sanare, con rate, i debiti con il Fisco. Questa, infatti, è stata ampliata da 5 a 8 rate non pagate. In questo caso, verrà persa la possibilità di dilazionare il debito; tuttavia, il cittadino potrà ripagare il debito anche con i crediti posseduti nei confronti dello Stato, senza dover necessariamente rinnovare di anno in anno il rapporto debito-credito.

Infine, sarà anche possibile compensare i crediti riguardo le prestazioni professionali relative alla Pubblica Amministrazione. Inoltre, nel caso di decadenza di un rimborso, questo non avrà conseguenze su altri piani di rimborsi aperti dallo stesso cittadino.

Gianluca Merla

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