Cartelle esattoriali, più tempo per pagare. Ma c’è un problema

Gli italiani avranno più tempo per pagare le proprie cartelle esattoriali. Tuttavia, c’è un problema: ecco che cosa sta succedendo

Grazie al decreto Aiuti (D.L. 50/2022) per gli italiani, dal 16 luglio, sarà molto più facile pagare i propri debiti nei confronti dello Stato con le rateizzazioni dei pagamenti. Il legislatore, infatti, ha deciso di rateizzare i pagamenti che i cittadini devono all’Agenzia delle Entrate, semplificando ulteriormente la richiesta attraverso una metodologia ancora più accessibile.

(ANSA/ANGELO CARCONI)

Il cittadino che vuole pagare le cartelle esattoriali usufruendo di più rate, infatti, potrà fare semplice richiesta che non necessita di alcuna documentazione che dimostri la propria difficoltà economica. Tuttavia, c’è un problema. Ecco di che cosa si tratta e quali sono le altre novità.

Ecco le novità riguardo il pagamento delle cartelle esattoriali

Il decreto Aiuti permetterà la rateizzazione delle cartelle e degli avvisi esattoriali. I cittadini che faranno richiesta all’Agenzia delle Entrate di rateizzare i pagamenti dal 16 luglio in poi non dovranno più necessariamente presentare documentazione che attesti l’eventuale difficoltà economica.

Tuttavia, la richiesta di rateizzazione del pagamento delle cartelle esattoriali che il cittadino deve nei confronti del Fisco può essere possibile solo in due casi. Il primo riguarda debito che si ha nei confronti dell’Agenzia di riscossione dei crediti (questo non dovrà essere maggiore di 120mila euro; mentre il secondo riguarda le rate richieste (non potranno essere maggiori di 72 per 6 anni).

(ANSA/GIUSEPPE LAMI)

Inoltre, è stato innalzata anche la quantità di rate che, nel caso in cui non venissero pagate, comportano il decadimento della rateizzazione. Per quanto riguarda la richiesta di rateizzazione presentate dal 16 luglio 2022, la decadenza si ottiene con il mancato pagamento di 8 rate, anche nel caso queste non dovessero essere consecutive. In precedenza, il limite era stato fissato a 5 rate.

Per quanto riguarda le rateizzazioni all’8 marzo 2022, la decadenza avviene con il mancato pagamento di 18 rate, anche se queste non sono consecutive. Inoltre, per le rate concesse dopo l’8 marzo 2020 e richieste fino al 31 dicembre 2021, la decadenza si ottiene con il mancato pagamento di 10 rate, anche non consecutive. Per le rateizzazioni che vengono richieste dal 1° gennaio 2022 al 15 luglio 2022, la decadenza avviene dopo il mancato pagamento di 5 rate.