A Napoli si iniziano a bruciare le bollette in piazza: prove tecniche di disordine sociale

Vari organismi internazionali nei mesi scorsi avevano sottolineato come il nostro paese sia fortemente a rischio di disordini sociali.

La disparità economica tra poveri e ricchi in Italia ormai è diventata veramente atroce.

ANSA

La maggior parte degli italiani vive in condizioni economiche estremamente precarie e con l’arrivo dell’inflazione tutto diventa più difficile.

Precarietà lavorativa e rabbia sociale

Il mondo del lavoro si è fortemente precarizzato e oggi la maggior parte degli italiani in realtà vive condizioni lavorative instabili e con l’arrivo dell’inflazione ha seriamente paura di non riuscire a far fronte alle spese. Ovviamente sono le famiglie con i figli a carico quelle più in difficoltà ma arrivano primi segnali clamorosi di una tensione sociale che ben presto potrebbe esplodere. Nei giorni scorsi a Napoli i disoccupati hanno clamorosamente bruciato in piazza le bollette. Si tratta di un gesto dal forte valore simbolico.

Meridione sempre più nei guai

Il sud da decenni è abbandonato a se stesso e non sono mai partite delle reali misure per cercare di lenire la tragica disoccupazione.

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L’unica misura che è stata in grado di contrastare effettivamente la povertà nel meridione è stata il reddito di cittadinanza. Una pioggia di critiche sono piovute sul reddito di cittadinanza ma bisogna onestamente riconoscere che quando la mancanza del lavoro è cronica un reddito garantito a chi ha bisogno è una misura assolutamente inevitabile. Mentre si discute sempre più spesso di reddito di base, c’è la concreta possibilità che questi forti disordini sociali si trasformino proprio in disordini per avere un reddito di base universale.

Occorrono nuovi elementi di serenità

Infatti sono molti gli economisti che stanno sostenendo che le forti instabilità dell’economia ma anche la disoccupazione tecnologica che in prospettiva si annuncia come sempre più forte avranno come risultato inevitabile proprio quello di spingere i cittadini a chiedere finalmente un reddito di base garantito a tutti indistintamente in modo tale da essere sollevati dalle turbolenze imprevedibili dello scenario economico. Al di là della questione del reddito di base universale che è sicuramente molto complessa molti temono che le proteste in Italia possano aumentare. Anche perché con una fortissima fiammata delle bollette prevista per settembre-ottobre chiaramente saranno proprio le famiglie più fragili e specialmente le famiglie del Sud a patire l’instabilità economica più forte. Ormai si stima che addirittura 9 milioni di Italiani possono concretamente finire in povertà energetica.