Pensione facile per tutti con riscatto e pace contributiva dei contributi INPS, ora vai in pensione

Il tema delle pensioni resta sempre caldissimo perché sono tantissimi gli italiani che vorrebbero andarci ma temono di dover aspettare ancora tanti anni.

Dopo una lunga carriera di lavoro, il lavoratore è stanco e vorrebbe finalmente godersi un po’ di pensione ma come sappiamo le leggi italiane non sono molto amichevoli da questi punti di vista.

ANSA

Il problema per tantissimi italiani è proprio quello di cosiddetti buchi contributivi. Soprattutto le donne a causa della famiglia dei figli spesso hanno grossi buchi contributivi e questo rende molto difficile andare in pensione.

Come colmare buchi e risolvere problemi

Tuttavia la presenza di buchi contributivi o limitazioni per quanto riguarda l’età o per quanto riguarda gli anni di contributi versati sono facilmente colmabili grazie alle nuove normative dell’INPS.

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Facciamo degli esempi pratici. La pensione anticipata ordinaria prevede 42 anni e 10 mesi di contributi. Mentre la quota 41 prevede 41 anni di contributi. Mentre abbiamo soltanto 20 anni di contributi per la pensione di vecchiaia ordinaria. Ma il problema è che molto spesso ci si ritrova con meno anni di quelli che si richiede. In sostanza se la legge richiede un certo numero di anni contributivi in realtà poi sono tantissimi i lavoratori italiani che di anni contributivi ne hanno qualcuno in meno e quindi rischiano seriamente di non poter andare in pensione.

I nuovi strumenti INPS

Eppure ci sono una serie di strumenti che aiutano il lavoratore su questo fronte e che possono dargli una mano concreta a raggiungere gli anni di contributi che gli mancano. Un esempio molto utile è quello della cosiddetta pace contributiva. La pace contributiva è uno strumento nato nel 2019. Infatti con la pace contributiva pagando una certa cifra all’INPS si possono colmare fino a 5 anni di buco contributivo. Quindi questa misura è riservata proprio a chi non aveva i contributi versati prima del 1996.

Pace contributiva

La pace contributiva è uno strumento sicuramente utile perché proprio chi non ha i contributi versati prima del ’96 può pagare l’Inps e colmare buchi che però non devono superare i 5 anni. Ma non bisogna credere che la pace contributiva sia l’unico strumento per andare prima in pensione. Infatti c’è anche lo strumento della prosecuzione volontaria. Tramite la prosecuzione volontaria si chiede all’INPS la possibilità di versare per proprio conto i contributi che mancano. Si tratta di un’opzione sicuramente molto valida anche perché il versamento può essere fatto in un’unica soluzione oppure a rate. Ma si tratta di accordi che lavoratore deve prendere proprio con l’INPS. La speranza arriva poi anche dal riscatto della laurea che con il prossimo governo potrebbe diventare gratuito. Ma su questo ancora non ci sono conferme.