L’automobile ormai per gli italiani è una stangata e i numeri parlano chiaro.
Non soltanto c’è stato un vero e proprio crollo delle immatricolazioni ma gli italiani stanno anche cominciando a vendere le loro auto.
Le immatricolazione negli ultimi mesi sono letteralmente crollate e la tanto decantata auto elettrica ormai non la vuole più nessuno.
Questo non deve sorprendere perché ormai con le bollette dell’energia alle stelle ricaricare l’auto elettrica è diventato proibitivo ma in generale è proprio mantenere un’auto che sta diventando impossibile per le famiglie italiane sempre più povere e con stipendi sempre più precari. Gli italiani guadagnano letteralmente un tozzo di pane mentre le bollette salgono alle stelle e quindi non deve sorprendere che tanti Italiani stanno prendendo la drastica decisione di vendere la loro automobile. Bollo assicurazione e manutenzione: gli italiani non vogliono più tutti questi fardelli.
Anche perché le alternative per muoversi in città e fuori città ci sono.
Innanzitutto gli italiani stanno cominciando a usare i monopattini elettrici. Anche coloro i quali non gradivano molto questa tecnologia ormai stanno cercando di usare questi strumenti più economici. Inoltre tanti Italiani stanno tornando ai mezzi pubblici anche grazie al bonus €60 messo in campo dal governo proprio per i mezzi pubblici. Ma quando i mezzi pubblici e i monopattini elettrici non riescono ad aiutare in determinati tragitti gli italiani stanno riscoprendo le grandissime potenzialità del car sharing.
Infatti sul play store e sull’app store di Apple è facile scaricare le applicazioni che consentono di dividere il tragitto con altri automobilisti. Si dividono le spese della benzina e non si hanno nemmeno i fastidi di cercare un parcheggio. Ormai gli italiani si sono appassionati al car sharing perché il risparmio è veramente tantissimo e non si ha più il costo di dover tenere sul conto di casa una costosissima automobile. Tuttavia questo è solo il riflesso del vero dramma: la povertà dilagante e le tensioni sociali potrebbero diventare esplosive. Nelle vostre email leggiamo ansie e disperazione e ci dispiace moltissimo.
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