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Mercati

Borsa nucleare: ecco perchè la borsa è un indicatore della probabilità di un conflitto

Nonostante i cittadini siano piuttosto spaventati dall’ipotesi di una guerra atomica proprio le borse dimostrano di non credere a questa eventualità.

Negli ultimi tempi sia la Russia che gli Stati Uniti stanno parlando incessantemente della minaccia di una guerra nucleare.

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Ovviamente la minaccia di una guerra atomica spaventa molto le persone ma la borsa sta dimostrando di non credere a questa ipotesi.

Cosa pensa la borsa e cosa teme

Infatti ultimamente sulle borse c’è nervosismo ma questo nervosismo secondo gli analisti è ascrivibile unicamente al pericolo dell’inflazione, della recessione e anche dell’aumento dei tassi da parte delle banche centrali.

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Dunque in borsa c’è un deciso nervosismo ma si tratta di un nervosismo sicuramente non ascrivibile al pericolo della guerra atomica. Secondo gli analisti se la borsa effettivamente temesse e scontasse il rischio di una guerra atomica, i crolli in borsa sarebbero pesantissimi. Quindi proprio guardando i listini è evidente come i grandi gruppi finanziari ma anche i piccoli investitori non credano nell’ipotesi di una guerra atomica e siano comunque sia convinti che tutto il terribile scenario dell’Ucraina possa risolversi attraverso vie decisamente meno cruente.

I timori delle borse

Questo non significa ovviamente che l’ipotesi di una guerra atomica sia assolutamente da escludere, però vuol dire anche che i grandi player della borsa che normalmente sono molto ben informati sulle grandi questioni del mondo, attualmente non credono assolutamente in una guerra atomica e questa certamente è una notizia positiva. Tuttavia la tensione tra Russia e Stati Uniti rimane alta e d’altra parte anche il crollo delle borse non è escluso. Ma secondo gli analisti il crollo delle borse può avvenire per l’aumento dei tassi da parte delle banche centrali. Infatti è proprio l’aumento dei tassi da parte delle banche centrali che potrebbe portare a un vero e proprio crollo in borsa mentre invece la minaccia nucleare attualmente non è considerata un vero pericolo per quello che riguarda le borse internazionali.

Un indicatore della probabilità di una guerra atomica

Ma ovviamente parliamo di situazioni che sono sempre in via di evoluzione e quindi non c’è mai nulla di certo per quanto riguarda questi terribili scenari. Ecco perchè le fluttuazioni della borsa finiscono per essere un indicatore del grado di probabilità di una guerra. La percezione comune è che chi controlla i grandissimi fondi ed i grandissimi gruppi finanziari abbia una visione così chiara dei fatti ed abbia informazioni di tale qualità da essere molto credibile quando esprime le sue valutazioni che poi si cristallizzano nei valori di mercato.

Salvatore Dimaggio

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