Iva dal 4 al 22%: stangata mai vista dell’Agenzia delle Entrate

L’Agenzia delle Entrate sta per assestare una stangata mai vista stabilendo l’Iva dal 4 al 22 %.

I problemi per gli italiani non accennano a diminuire: l‘Agenzia delle Entrate ha emanato una circolare con la quale ha annunciato che l’Iva passerà dal 4 al 22 %. Si tratta di una notizia che non fa che peggiorare la situazione economica di molti italiani.

Iva al 22% / Foto Ansa

Gli aumenti in bolletta non lasciano tregua alle famiglie italiane e ora la decisione dell’AdE non contribuisce a migliorare la situazione.

Agenzia delle Entrate: la decisione che spiazza tutti

Tra pochi giorni si festeggerà Halloween, una festività particolarmente sentita in America che negli ultimi anni sta facendo seguaci anche in italia. Per l’occasione l’Agenzia delle Entrate ha voluto annunciare il passaggio dal 4% al 22% quanto concerne le zucche ornamentali e non commestibili.

Iva al 22% / Foto Ansa

Si tratta di una cattiva notizia per i produttori di zucche che nasce da una sentenza dell’Erario che ha deciso che le zucche che vengono utilizzate durante la festività che ricorre tra il 31 Ottobre e il 1 Novembre di ogni anno non sono da considerarsi alla stregua di vegetali: esse in pratica non possono godere dell’Iva agevolata.

Il rischio per le aziende che operano nel settore

Secondo i tecnici dell’Erario, difatti, le aziende che vendono le predette tipologie di zucche, non destinate al consumo in tavola, non possono beneficiare di agevolazioni. Queste infatti sono connesse alla natura del prodotto e non dunque all’utilizzo che se ne fa. In poche parole, le zucche ornamentali non vanno considerate alla stregua di prodotti agricoli e dunque sono soggette all’Iva al 10 per cento e dunque all’aliquota piena.

Chiaramente la notizia ha suscitato le perplessità degli operatori del settore che difatti dovranno far fronte ad un carico dal punto di vista tributario di non poco conto che può aumentare il rischio che le aziende che operano in questo settore si vedano praticamente sfumare la possibilità di portare a casa un guadagno che in questo periodo è piuttosto elevato. Per molte di esse rappresenterebbe un modo per uscire a far fronte agli aumenti annunciati nei prossimi mesi che a conti fatti potrebbero condurre alla chiusura tantissime realtà.