Risparmio sui termosifoni: controlla i livelli di umidità, dimezzi bolletta

Il risparmio sui riscaldamenti è il principale punto su cui si è concentrato il Governo Draghi negli scorsi mesi. La preoccupazione che l’utilizzo degli impianti di riscaldamento negli edifici potesse portare a una nuova impennata del prezzo del gas ha fatto fare i salti mortali al Governo per evitarlo.

Tra le molte misure per abbattere il prezzo del gas, c’è stata la banale, ma sempre importante, campagna di sensibilizzazione nei confronti del risparmio energetico sui riscaldamenti. Arera e altri enti energetici nel nostro paese hanno da tempo dispensato consigli su come poter risparmiare sull’utilizzo dei termosifoni, sia per i privati, che per gli organi pubblici locali.

Regole dei riscaldamenti per l’inverno
Foto ANSA

La prima grossa misura di contenimento dei prezzi è quella relativa alla diminuzione della temperatura massima degli impianti di riscaldamento per questo inverno. Sarà infatti non consentito alzare la temperatura dei riscaldamenti oltre i 19°C.

Termosifoni, cosa devi controllare

Ci sono inoltre misure per quanto riguarda i tempi di accensione. A seconda dell’area geografica in cui ci si trova, sarà concesso accendere i riscaldamenti in date diverse e in diversi orari. Questo in modo da ottimizzare i consumi nelle aree d’Italia con climi più caldi.

Il caldo irregolare di questi giorni, tuttavia, sta facendo modificare questi piani. Molte regioni hanno deciso di posticipare l’accensione dei riscaldamenti, proprio in virtù del caldo estivo che sta permanendo, in particolare nel centro-sud, ancora a fine ottobre. In particolare occorre fare attenzione al tasso di umidità nell’aria. Se accendiamo i termosifoni con un tasso di umidità più alto, non ci sarà bisogno di tenerli accesi a lungo, perché l’umidità nell’aria tratterrà il calore.

Caldo. In spiaggia ad ottobre
Foto ANSA

Non è ancora chiaro di quanto sarà questo posticipo, quindi per il momento ci atteniamo alla lista di divisione delle fasce climatiche già esposto.

  • Fascia A: Comuni di Lampedusa e Linosa. Si possono accendere i riscaldamenti dall’8 dicembre al 7 marzo per 5 ore al giorno;
  • Fascia B: Agrigento, Cataina, Crotone, Messina, Palermo, Reggio Calabria, Siracusa e Trapani. Si possono accendere dal 8 dicembre al 23 marzo per 7 ore;
  • Fascia C: Imperia, Latina, Bari, Benevento, Brindisi, Cagliari, Caserta, Catanzaro, Cosenza, Lecce, Napoli, Oristano, Ragusa, Salerno, Sassari, Taranto. Si possono accendere al 22 novembre al 23 marzo per 9 ore;
  • Zona D: Genova, La Spezia, Savona, Forlì, Ancona, Ascoli Piceno, Firenze, Grosseto, Livorno, Lucca, Macerata, Massa, Pesaro, Pisa, Pistoia, Prato, Roma, Siena, Terni, Viterbo, Avellino, Caltanissetta, Chieti, Foggia, Isernia, Matera, Nuoro, Pescara, Teramo, Vibo Valentia. Dall’8 novembre al 7 aprile per 11 ore al giorno;
  • Zona E: Alessandria, Aosta, Asti, Bergamo, Biella, Brescia, Como, Cremona, Lecco, Lodi, Milano, Novara, Padova, Pavia, Sondrio, Torino, Varese, Verbania, Vercelli, Bologna, Bolzano, Ferrara, Gorizia, Modena, Parma, Piacenza, Pordenone, Ravenna, Reggio Emilia, Rimini, Rovigo, Treviso, Trieste, Udine, Venezia, Verona, Vicenza, Arezzo, Perugia, Frosinone, Rieti, Campobasso, Enna, L’Aquila e Potenza. Dal 22 ottobre al 7 aprile per 13 ore al giorno
  • Zona F: Trento e zone apline. Nessun Limite.