Pensioni “anticipatissime” 2023, Meloni cambia tutto, novità INPS, ti godi i nipoti, OK ufficiale 64 anni

La nuova riforma delle pensioni di Giorgia Meloni è una delle più attese degli ultimi anni.

Infatti come sappiamo le tre misure comode per andare in pensione scadono proprio con la fine del 2022 e la riforma delle pensioni di Giorgia Meloni serve proprio ad impedire il ritorno della legge Fornero.

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Infatti è importante ricordare che la legge Fornero non è stata mai cancellata ma è stata soltanto messa per così dire in pausa.

Una riforma importante che cambia soprattutto le pensioni anticipate

Infatti senza la nuova riforma delle pensioni dal 2023, tornerebbe la legge Fornero. Ma la nuova riforma delle pensioni è molto attesa perché dà la possibilità di uscire dal lavoro a 62, 63 o a 64 anni.

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Ma gli esperti sottolineano che queste novità vanno comunque verso un calcolo completamente contributivo. Molti si chiedono se nel 2023 arriveranno le pensioni contributive per tutti. Innanzitutto Giorgia Meloni a quanto pare nel 2023 estenderà opzione donna. Non soltanto opzione donna sarà prorogata per tutte le donne ma potrebbe anche essere estesa agli uomini. Infatti oggi la stampa comincia a parlare di opzione uomo oppure di opzione tutti. Infatti gli anticipi a 62 o 63 o anche 64 anni possono essere molto vantaggiosi ma si tratta di capire di quanto verrà tagliato l’assegno pensionistico.

Le uscite più vantaggiose

Infatti gli esperti del mondo delle pensioni stanno sostenendo che sia che si parli di una quota 41 flessibile che anche che si riprendono in mano le opzioni ipotizzate dal presidente Tridico nei mesi scorsi, il punto è sempre capire quanto viene sacrificato dell’assegno pensionistico per andare in pensione prima. Molti esperti del mondo delle pensioni sottolineano come comunque questa riforma sarà vantaggiosa, ma un dubbio forte è se l’uscita a 64 anni con 20 anni di contributi può essere estesa anche ai retributivi.

Uscita “anticipatissima” a 64 anni

Estendere l’uscita a 64 anni di età con 20 anni di contributi anche a chi è retributivo sarebbe veramente bellissimo per tanti e non bisogna nascondersi che tanti aspettano con ansia una riforma di questo genere ma il problema è sempre quello: di quanto potrebbe essere tagliato l’assegno pensionistico? Quindi il tema delle pensioni resta sempre caldissimo e la speranza è che non cada nel dimenticatoio l’idea di aumentare le pensioni minime che purtroppo in Italia sono veramente bassissime. Infatti oggi appare difficile portare le pensioni minime a €1.000 come aveva promesso Silvio Berlusconi ma un aumento comunque sia di queste pensioni è fortemente auspicato. Sui forum online si parla di pensioni “anticipatissime” e la speranza che il governo aiuti davvero chi vuole andare prima in pensione è tanta.