Assegno Unico, stangata e beffa: tagliato subito di 54 euro “rabbia famiglie” come evitare il taglio

Arriva un taglio di 54 euro sull’assegno unico universale e le famiglie e le associazioni a tutela dei consumatori sono furiose. Vediamo che succede.

L’assegno unico dovrebbe erogare una cifra costante alla famiglia e di conseguenza un taglio sicuramente non è qualcosa di bello ma anche anche di atteso.

ANSA

Eppure tante famiglie si stanno ritrovando con questo taglio e cercano di capire che sta succedendo.

Si parlava di aumenti sull’Assegno Unico e invece arriva il taglio

Effettivamente le famiglie si sentono beffate da questo taglio perché negli ultimi tempi si era parlato tanto di aumenti.

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Ma in effetti anche se questo brutto taglio di 54€ effettivamente è arrivato alle famiglie gli aumenti dall’anno prossimo ci saranno proprio. Infatti dall’anno prossimo l’assegno unico universale sarebbe dovuto aumentare dell’8%, ma in realtà aumenterà proprio del 50%. Infatti il governo di Mario Draghi aveva stabilito un aumento dell’8% e quindi commisurato all’inflazione ma invece il governo di Giorgia Meloni ha stabilito un aumento addirittura del 50%. Questo significa che le famiglie arriveranno a prendere anche 300 euro al mese per ogni figlio.

Il perchè di questo taglio

L’aumento del 50% scatterà però soltanto nel 2023, quindi fino alla fine di questo 2022 effettivamente le cifre saranno quelle solite e cioè quelle che vanno da 50 euro a 175 per ogni figlio. Ma le associazioni e tutela dei consumatori hanno cercato di vederci chiaro su questa decurtazione di 54€ che già in questo mese ha colpito tante famiglie. A quanto pare tutto il problema risiede nel fatto che c’è stato un errore di interpretazione nell’articolo 4 comma 8 del decreto legislativo numero 230 del 2021. Infatti proprio in virtù di questa norma c’è stato un incremento di circa 30 euro per ogni figlio minorenne nel caso in cui entrambi i genitori siano lavoratori.

Un problema di interpretazione

In un primo momento sembrava che anche i nuclei familiari monoparentali cioè quelli nei quali c’è un solo genitore, potessero avere diritto alla maggiorazione se il genitore unico lavorava. E difatti questa maggiorazione l’hanno chiesta. Ma oggi l’INPS ha stabilito che invece la maggiorazione per il secondo genitore lavoratore spetta soltanto a quei nuclei nei quali ci siano effettivamente due genitori. Questo significa concretamente che tutti quei nuclei monoparentali che hanno preso fino ad oggi la maggiorazione, adesso se la vedono tagliata e questa chiaramente è una brutta stangata.

Che stangata per le famiglie

Proprio questo mese e magari anche il mese prossimo dunque molte famiglie italiane potrebbero ricevere questo taglio proprio di 54€ sull’assegno unico universale. Ma questo taglio non cambia niente per quello che riguarda gli aumenti dell’anno prossimo. Ma è anche importante sottolineare che l’importo della maggiorazione nel caso del secondo genitore lavoratore è variabile. Infatti entro i 15.000 euro di ISEE c’è un incremento di 30€ per ogni figlio ma se l’ISEE aumenta chiaramente l’incremento diminuisce.