Pensioni 2023: nuove Quota 100 e Quota 102, finalmente si sanno le cifre e sono comode e ricche, verifica

La riforma delle pensioni è un tema veramente caldissimo e Giorgia Meloni ha deciso di mettere mano alla delicatissima questione delle nuove uscite 2023.

Come sappiamo quest’anno teoricamente dovrebbe finire quota 102 ma anche le varie opzioni per andare in pensione in modo comodo che sono ape sociale e opzione donna.

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In teoria se il governo non fosse intervenuto con la nuova riforma delle pensioni sarebbe tornata la riforma Fornero.

Nuove quota 100 e quota 102

Infatti la riforma Fornero non è mai stata ufficialmente cancellata ma è stata semplicemente messa in pausa prima dal governo Conte e poi dal governo Draghi.

ANSA

Quindi proprio per questo arrivano le nuove misure pensionistiche. Si sta parlando di uscire a 63 anni e con 36 anni di contributi. Ma questa via è permessa soltanto per i lavori gravosi: in sostanza è un po’ quello che oggi consente di fare ape sociale, quindi per i lavori gravosi ci sarebbe questa misura temporanea fino ai 67 anni. Dunque con questa uscita simile ad ape sociale si hanno massimo 1500 euro al mese e non si hanno le maggiorazioni sociali, gli assegni familiari e la tredicesima.

Due opzioni comode che piacciono ai sindacati

Tra l’altro con queste uscite flessibili a 63 anni con quota 100 modificata anche coloro i quali hanno 37 anni di contributi potrebbero andare in pensione. In questo caso l’assegno pensionistico non sarebbe tagliato. Ma a far molto discutere è la nuova quota 102. In effetti quota 102 sta per scadere ma come può essere rivisitata la quota 100 parallelamente può essere rivisitata anche la quota 102 flessibile. Infatti con la quota 102 flessibile la platea dei beneficiari sarebbe veramente ampia. La quota 102 flessibile potrebbe essere qualcosa di veramente positivo per chi vuole andare in pensione. Infatti grazie a questa possibilità lascerebbero il lavoro tutti coloro i quali hanno 61 anni di età ma anche 41 anni di contributi.

Uscite e contributi flessibili

Se l’uscita 61 anni di età chiaramente è molto gradita ai sindacati, i 41 anni di contributi possono essere sicuramente limitanti. Ma si può uscire secondo quest’altra opzione anche a 63 anni di età con 39 anni di contributi. Quindi questa nuova quota 102 rivisitata potrebbe essere estremamente utile per tanti lavoratori che potrebbero proprio grazie ad essa andare in pensione. L’estensione della platea tra la nuova quota 102 e la nuova quota 100 entrambe rivisitate potrebbe consentire anche di andare in pensione con 35 anni di contributi quando si hanno 65 anni di età. Dunque queste nuove opzioni che al momento sono sul tavolo del governo possono essere estremamente positive e di conseguenza sindacati e lavoratori sperano che si concretizzino al più presto.