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Economia

Deficit di 431 miliardi per l’Europa mentre la Russia continua ad arricchirsi

Il gas rappresenta una zavorra per il bilancio dell’Europa: il deficit è salito a quota 431 miliardi. La Russia, invece, continua ad arricchirsi.

Le sanzioni contro la Russia non stanno facendo male solo a Putin. Il deficit dell’Europa, a causa del gas, è salito a livelli allarmanti.

La Russia continua ad arricchirsi grazie al gas- ( foto Ansa) – ILovetrading

Nel 2022 i miliardi per l’acquisto del gas sono stati 834:  fino al 2021 l’intera Europa per l’energia spendeva meno della metà di questa cifra.   Gli acquisti di gas e greggio dai Paesi extra-europei sono i prindpali responsabili della netta inversione di rotta del saldo del bilancio, in Italia come nel resto dell’Europa.

Se in effetti dal lato delle vendite i progressi sono stati evidenti e notevoli per tutti i Paesi Ue, ancor più evidenti e notevoli le cifre spese per  le importazioni, appesantite in ogni contesto dall’impennata dei prezzi dell’energia. Importazioni che balzano per ciascun Paese del 3040% e che spingono in rosso quasi ovunque il saldo commerciale.

Chi sta traendo vantaggio da questa situazione?

Berlino, tuttavia, resiste in attivo con 79 miliardi di avanzo – a fronte comunque degli oltre 180 dell’anno precedente – evidenziando una problematica visibile e tangibile ovunque in Europa. Parigi, ad esempio, aggrava il passivo e crolla a quasi 200 miliardi di rosso. Passivo che coinvolge anche Italia, Spagna, Polonia e, in generale  quasi ogni Paese dell’Unione.  Se il 2021 si era chiuso con un attivo di 55 miliardi ora il continente sprofonda in rosso per oltre 430 miliardi. Risultato, come detto, di acquisti per energia più che raddoppiati a oltre 830 miliardi di euro: solo da qui, da questa voce, il passivo commerciale Ue nei confronti delle aree extra-europee supera di slancio i 650 miliardi, tamponato solo in parte da un attivo manifatturiero – pari a  219 miliardi – che comunque si riduce.

Berlino resiste ancora in attivo – (Foto Ansa) – Ilovetrading

I benefici vanno in parte alla Russia, perché le politiche di contenimento e diversificazione delle fonti non hanno impedito alle importazioni Ue da Mosca di lievitare a 203 miliardi:  40 in più rispetto al 2021.  Ma la veravincitrice di questa partita è la Norvegia, unico grande produttore di gas tra i Paesi vicini. Oslo ha venduto all’Europa l’equivalente di oltre 160 miliardi, più che raddoppiando il proprio export 2021. Il quadro degli ultimi mesi pare ad ogni modo meno teso rispetto ai picchi estivi. Se l’impennata dei valori del gas oltre quota 300 euro per MWh per effetto anche degli stoccaggi accelerati aveva prodotto ad esempio nel mese di settembre un deficit Ue di 46 miliardi, il rosso di dicembre crolla a 12,1 miliardi.

Dati che certamente miglioreranno ancora nelle rilevazioni di gennaio e febbraio, tenendo conto di valori del gas nelle quotazioni di Amsterdam ridotti in modo drastico a 50 euro, i minimi da oltre un anno. E non solo gli Stati ma anche le famiglie hanno visto lievitare le “uscite” per tutto: dalle bollette di gas ed energia elettrica fino ai beni di prima necessità come il cibo. Quanto durerà questa situazione insostenibile? Nessuno osa avventurarsi in previsioni che abbiano anche un lontano margine di certezza. Sicuramente i tempi che l’Europa ci sta imponendo per la svolta ecologica – dalle case Green fino all’abbandono totale di auto a benzina e a diesel – non gioveranno né alla macro né alla micro economia.

Samanta Airoldi

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