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Economia

Cambio di residenza: devi avvisare l’amministratore di condominio? Quasi tutti sbagliano ed è una stangata

Per effettuare il cambio di residenza si può seguire una procedura online o richiederlo direttamente al Comune, tuttavia non tutti sanno come comportarsi relativamente alle comunicazioni ufficiali, se è giusto o meno avvisare l’amministratore.

All’interno di ogni condominio esiste un’anagrafe vera e propria per tenere traccia dei residenti, delle variazioni, dei costi e delle spese da affrontare. Molti amministratori lavorano con più condomini quindi è impossibile ricordare tutto senza avere schedato ogni residente.

Cambio di residenza, l’amministratore va avvisato? (Ilovetrading.it)

Tuttavia anche nella sfera condominiale vigono regole precise da rispettare, per questioni di organizzazione, sicurezza, ma anche per regolamenti veri e propri. Il codice civile all’articolo 1130, ad esempio, prevede l’obbligo per l’amministratore di possedere un registro di anagrafe condominiale chiaro e ben mantenuto.

All’interno del sopracitato registro, devono essere contenute le generalità dei proprietari, i diritti di ognuno, i dati personali, i dati catastali dell’immobile e tutto ciò che può essere fondamentale per la struttura e anche per coloro che vi abitano.

Cambio di residenza: comunicazione all’amministratore

Nella normativa si legge, in modo specifico, che le variazioni devono essere comunicate all’amministratore entro sessanta giorni. E’ quindi possibile, per lo stesso, intervenire verso coloro che non siano adempienti attraverso una raccomandata, chiedendo il necessario per il registro relativo. Dopo trenta giorni senza risposta è possibile addebitare, se necessario, i costi delle procedure svolte per ottenere le informazioni relative.

Cambiare residenza, cosa succede se non si comunica all’amministratore (ilovetrading.it)

Pertanto, secondo la norma, è obbligatorio per il condomino avvisare l’amministratore della variazione in modo adeguato, per consentire l’aggiornamento dell’anagrafe. Si tratta comunque di una procedura normale e soprattutto di buona educazione. Non si “scappa via” dal condominio ma si effettua una comunicazione, meglio se scritta con raccomandata o pec, ma in alternativa anche verbale per consentire l’aggiornamento e la presa visione.

L’avviso del cambio residenza è un aspetto molto importante, in quanto la famiglia non rientrerà più nelle comunicazioni e nella corrispondenza relativa a tutte le tematiche e le procedure condominiali. Non esistono sanzioni amministrative o civili per chi non adempie, ma è sia buona norma farlo, che soprattutto previsto dalla legge. Se si presentano, quindi, costi accessori, resi necessari dalla situazione, sarà la persona a rispondere.

Può accadere anche che, laddove manchi l’avviso ufficiale di trasferimento e si tenga proprio in quel periodo una riunione condominiale con pagamenti o predisposizioni di lavori, laddove il nucleo risulti ancora parte dello stabile, sarà costretto quest’ultimo ad adempiere a quanto concordato, senza possibilità di tirarsi indietro. Se poi sono presenti quote non pagate o somme dovute le procedure si fanno più complesse perché, anche in caso di variazione dell’indirizzo, bisogna saldare tutto, pena l’avvio di una procedura per l’ottenimento di quanto dovuto.

Valentina Giungati

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