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Economia

Il Reddito di Cittadinanza si trasforma in ‘MIA’: tutte le novità del nuovo sussidio

Con il Governo Meloni il Reddito di cittadinanza cambia volto e, soprattutto, destinatari. Vediamo cosa accadrà.

Una delle misure promesse dal premier Giorgia Meloni in campagna elettorale era la cancellazione del Reddito di cittadinanza. La misura a firma grillina non è mai piaciuta al Centrodestra. Per il momento il Governo non ha ancora abolito il sostegno che, tuttavia, nei prossimi mesi cambierà radicalmente volto.

Giorgia Meloni e il reddito di cittadinanza (AnsaFoto) – Ilovetrading.it

Cancellare il RDC è una delle promesse che Giorgia Meloni ha fatto ai suoi elettori. Promessa per la quale ha ricevuto anche minacce di morte – rivolte sia a lei sia alla figlia di 6 anni – da parte di alcuni  percettori del sussidio. Ma la misura nata in casa Cinque Stelle non è mai andata giù al Centrodestra ed è arrivato il momento,  se non di cancellarla del tutto, quanto meno di modificarla. Il decreto sulla riforma del Reddito  di cittadinanza potrebbe arrivare in Consiglio dei ministri nel giro di un paio di settimane.

Il nuovo sussidio si chiamerà Mia – Misura di Inclusione Attiva – e, a differenza del Reddito di cittadinanza che tiene conto solo della situazione del soggetto percettore, la misura pensata dal Governo Meloni terrà conto della situazione di tutto il nucleo familiare e farà una distinzione importante: la Mia distinguerà fra famiglie in difficoltà economica in cui non vi sia nemmeno un componente occupabile; e famiglie in cui, invece, ci sono soggetti occupabili. A seconda della situazione familiare varieranno, di conseguenza, sia l’importo sia la durata del sussidio.

Ecco come funzionerà il nuovo Reddito di cittadinanza

La misura di inclusione attiva – Mia – a cui sta lavorando L’Esecutivo potrebbe vedere l’alba già a partire dal prossimo agosto. Ma chi potrà fare richiesta?

Gli importi del sussidio variano in base alla situazione familiare/ Ilovetrading

Il sussidio potrà essere richiesto da due tipologie di nuclei familiari:

  • famiglie in difficoltà economica senza persone occupabili, o quelle in cui c’è un minorenne, un over 60 o una persona disabile;
  • famiglie composte anche da soggetti occupabili che abbiano al loro interno almeno un soggetto di età compresa tra i 18 e i 60 anni.

Le persone occupabili – cioè disoccupate ma perfettamente in grado di lavorare – che al momento percepiscono il Reddito di cittadinanza, potranno presentare domanda per ottenere la Mia. Tuttavia riceveranno un sussidio di importo inferiore e per un periodo minore rispetto a quello che verrà erogato ai soggetti non occupabili, cioè non in grado di lavorare. A quanto ammonteranno gli importi di questo nuovo sussidio statale? Per le famiglie senza componenti occupabili l’importo della Mia dovrebbe essere di 500 euro al mese. Per gli occupabili invece il sostegno non supererà i 375 euro mensili  e la misura  non potrà durare più di un anno. Dopo la seconda domanda per ottenere il beneficio, la scadenza scenderà a sei mesi e una eventuale terza domanda si potrà avanzare solo dopo una pausa di un anno e mezzo. Probabilmente non ci sarà più – o verrà ridotto- il sussidio aggiuntivo di 280 euro per pagare l’affitto in caso di percettori in grado di lavorare.

Il Governo sta valutando di abbassare il tetto Isee necessario ad ottenere l’aiuto. Secondo i piani dell’Esecutivo la soglia massima per avere diritto alla Mia dovrebbe passare dagli attuali 9.360 euro a 7.200 euro. Inoltre dovrebbe cambiare anche il requisito temporale della residenza in Italia, che potrebbe scendere da 10 a 5 anni. La Mia, dunque, andrebbe ad estendersi ad una platea maggiore di stranieri residenti in Italia.

Ecco come fare domanda

Le modalità per fare richiesta della Mia restano le stesse del Reddito di cittadinanza. Una volta presentata la domanda per ottenere il sussidio, le famiglie in cui non ci sono persone occupabili verranno inviate ai vari Comuni di residenza per i percorsi di inclusione sociale. Invece le persone occupabili- in grado di lavorare – verranno indirizzate ai centri per l’impiego e dovranno iscriversi ad una piattaforma. Le proposte di lavoro arriveranno direttamente su questa piattaforma. A differenza del Reddito di cittadinanza che consentiva di rifiutare fino a 3 offerte di lavoro, con la Mia non sarà possibile: basterà rifiutare una sola offerta per perdere il sussidio.

Il rifiuto sarà ammesso, tuttavia, se l’offerta di lavoro non sarà congrua al soggetto. Un’offerta di lavoro, per essere congrua, deve provenire dalla provincia di residenza o dalle province confinanti in cui il disoccupato percettore del sussidio vive. Infine chi percepisce la Mia potrà continuare a svolgere altri lavori purché i redditi derivanti da questi non superino i 3000 euro annui. Nel caso questo limite venisse superato ma il beneficiario avesse un contratto a termine, la Mia verrà temporaneamente sospesa e poi riattivata alla fine del contratto.

 

Samanta Airoldi

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