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Lavoro

Contratti a tempo determinato, cambia tutto: brutte notizie per milioni di lavoratori

Per chi ha un contratto a tempo determinato ci sono cambiamenti in arrivo. Il nuovo decreto dovrebbe essere approvato il 1° maggio.

Durante il periodo della pandemia diverse regole relative al lavoro come ad altri ambiti erano state sospese per venire incontro alla popolazione. Ora che si è ormai tornati alla quotidianità però pare sia giunto il momento di ripristinarle e il Governo Meloni se ne sta occupando. Lunedì 1° maggio sul tavolo del Consiglio dei Ministri dovrebbe comparire il decreto che ripristinerà l’esigenza di inserire le causali nei contratti a termine superiori a 12 mesi. L’ultima normativa a riguardo era scaduta il 30 settembre scorso.

In caso di durata superiore dovranno essere indicate delle causali prestabilite. (ilovetrading.it)

Naturalmente prima della pubblicazione definitiva in Gazzetta Ufficiale quanto scritto in bozza potrebbe ancora ricevere delle correzioni. Al momento si sa che qualora la contrattazione collettiva lo preveda le causali potranno anche non essere specificate nonostante la durata del contratto. Resterebbero poi esclusi dal provvedimento anche coloro che svolgono incarichi stagionali dato che la durata è inferiore a un anno.

Il decreto dovrebbe introdurre tre nuove causali che andranno a sostituire quelle adottate finora. Quelle ammesse finora per estendere i contratti oltre i 12 mesi erano le seguenti: esigenze temporanee e oggettive, esigenze di sostituzione (es. maternità) e infine necessità di incremento temporaneo. Tutte motivazioni che erano riconosciute qualora il contratto non si prolungasse oltre i 24 mesi, diversamente era necessario passare ai servizi ispettivi del lavoro.

Le causali sostitutive in arrivo

La bozza presenta delle ragioni aggiornate da indicare nei contratti di lavoro a termine. La prima parla di “esigenze particolari previste dal CCNL” (Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro). Si può trattare di necessità generiche che possono riguardare l’organizzazione o aspetti di carattere tecnico. La seconda causale invece riguarda esigenze particolari che non sono riconosciute dal CCNL ma che possono essere certificate da una commissione tra quelle previste dal D.L. n° 276 del 2003.

La terza e ultima causale in bozza suona identica a una di quelle precedenti ossia “esigenze dovute alla necessaria sostituzione di altri dipendenti”. Tutte e tre possono giustificare contratti a termine di durata superiore a 12 mesi e inferiori a 24. Sopra questo termine vale sempre la necessità di rivolgersi ai servizi ispettivi.

Salvo i casi previsti dal CCNL i datori di lavoro dovranno essere più trasparenti. (ilovetrading.it)

La finalità del nuovo decreto sono quelle di salvaguardare i diritti del lavoratore tuttavia i sindacati CGIL e UIL hanno alcuni timori. La preoccupazione saliente è che queste misure possano consentire un aumento del precariato permettendo comunque di estendere contatti a termine.

Nausicaa Tecchio

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