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Aumenti in busta paga: tantissimi saranno esclusi, c’è la lista e piovono polemiche

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Riccardo Magliano

Gli aumenti in busta paga previsti con la riforma fiscale stanno scontentando molti. Partono le polemiche sulle azioni del Governo.

La manovra fiscale di maggio del Governo è stata presentata in pompa magna come la misura che avrebbe aumentato le buste paga degli italiani. Tuttavia alcuni hanno notato delle pesanti criticità ed esclusioni, in particolare per il taglio del cuneo fiscale.

Aumenti in busta paga non per tutti
Aumenti in busta paga, molti gli esclusi – ANSA – ilovetrading.it

Una delle punte di diamante della politica attiva del Governo di centrodestra è il taglio del cuneo fiscale. Dopo il primo taglio a inizio anno con i lavoratori di reddito fino a 25.000 euro che dovranno pagare il 3% in meno sulle tasse sul reddito e i lavoratori con reddito fino a 35.000 euro che devono pagare il 2% in meno, è arrivato il secondo. Introdotto con la decreto lavoro, il secondo taglio del cuneo fiscale ha fatto salire il taglio per i redditi fino a 25.000 euro al 7% e per i redditi fino a 35.000 euro al 6%. Questo si traduce in un aumento netto sulla busta paga per i lavoratori di da 20 a 52 euro a seconda dello stipendio di partenza.

La misura entrerà in vigore a parte da luglio per i 6 mesi finali del 2023, mentre per una eventuale proroga nel 2024 si dovrà attendere. Nonostante questo intervento sembri sulla carta ottimo per i lavoratori, non sono mancate le polemiche. Il taglio del cuneo fiscale, infatti, finisce per escludere delle categorie di lavoratori che beneficerebbero molto di un aumento in busta paga che invece non avranno mai. In primis bisogna considerare che il bonus in busta paga vale solo per chi ha un contratto di lavoro dipendente, escludendo a prescindere tutti i lavoratori autonomi a partita IVA.

Gli esclusi dagli aumenti di stipendio

Ad essere esclusi dagli aumenti in busta paga non sono soltanto i lavoratori autonomi, ma anche tutti i lavoratori domestici, vista la condizione particolare del loro contratto. Badanti, babysitter e colf non vedranno quindi un centesimo dal taglio del cuneo fiscale, ma per loro ci sono delle misure apposite per un aumento del reddito individuale. Un po’ più grave è la posizione dei lavoratori occasionali, anche loro esclusi dagli aumenti derivati dal taglio del cuneo fiscale.

Aumenti in busta paga saltati, partono le polemiche
La riforma fiscale di Giorgia Meloni esclude dagli aumenti di stipendio molti lavoratori – ANSA – ilovetrading.it

Buone notizie invece per i lavoratori con contratto da apprendisti e per i lavoratori agricoli, visto che in quanto lavoratori con contratto subordinato possono rientrare nell’aumento. Il taglio del cuneo fiscale, quindi, si sta rivelando una misura molto meno ampia e risolutrice rispetto a quanto promesso, ma d’altro canto il Governo ha provveduto a creare delle ulteriori agevolazioni per altri tipi di lavoratori.

Le misure fiscali del Governo a favore dei lavoratori

Per quanto riguarda le riforme fiscali, secondo il Governo un aiuto universale a tutti i cittadini sarà dato dalla riforma delle aliquote IRPEF. Con la nuova disposizione delle aliquote moltissimi potranno pagare meno tasse sul reddito, cosa che andrebbe a sommarsi.

Altri soldi per i lavoratori dipendenti arriveranno dai nuovi contratti collettivi, che stanno venendo mano a mano ridiscussi. I prossimi a poter beneficiare degli aumenti saranno i lavoratori del settore bancario, con un aumento di circa 400 euro all’anno più gli arretrati fin dal 2019.

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