Chi siamo

Redazione

Disclaimer

Privacy Policy

Inflazione, brutte notizie dalla Bce: la sentenza spaventa anche gli italiani

Foto dell'autore

Samanta Airoldi

Arrivano ancora brutte notizie riguardo l’inflazione da parte della Banca Centrale Europea. Vediamo insieme cosa sta succedendo.

Ci siamo abituati a fare i conti con tassi d’interesse sempre più alti che ci rendono la vita sempre più complicata. Ma al peggio non c’è limite e, così,  dalla Bce arrivano altre pessime notizie riguardo l’inflazione.

Inflazione troppo alta
Brutte notizie dalla Bce sull’inflazione/ Ilovetrading.it

Il nuovo bollettino della Banca centrale europea è tutt’altro che rassicurante. Gli economisti hanno ribadito che l’inflazione continua ad essere troppo alta e da troppo tempo. Ne segue che la Bce continuerà ad aumentare i tassi di interesse finché l’inflazione non tornerà ad essere al 2%. Per noi comuni mortali questo comporterà rate del mutuo – variabile- sempre più alte e prezzi di beni di prima necessità alle stelle.

Infatti la stessa Bce ha ammesso che, nel breve periodo, le pressioni inflazionistiche potrebbero generare aumenti dei prezzi al dettaglio più forti del previsto, mentre la guerra in Ucraina potrebbe spingere di nuovo al rialzo i prezzi dei beni energetici e alimentari. Insomma prepariamoci a bollette più onerose e a dover fare parecchi tagli sul carrello della spesa.

Inflazione: cosa ha detto la Bce

Nel breve periodo, pertanto, possiamo solo aspettarci il peggio. Ma non solo: la Banca Centrale europea ha consigliato ai Governi di ritirare le misure di sostegno a favore dei cittadini mano a mano che la crisi energetica si attenuerà. In pratica addio bonus bollette. Lo ha deciso la Bce.

Inflazione e aumento dei prezzi
A breve nuovi aumenti dei prezzi e delle bollette/ Ilovetrading.it

Le parole degli esperti sono state chiarissime: “I Governi dovrebbero ritirare le relative misure di sostegno tempestivamente  in modo da evitare di spingere al rialzo le pressioni inflazionistiche … le politiche di Bilancio dovrebbero essere orientate a rendere l’economia dell’area dell’euro più produttiva e a ridurre gradualmente l’elevato debito pubblico“. La parola “austerity ” fa paura ma tra le righe la si scorge in modo lampante. Tuttavia, una piccola ma significativa notizia positiva c’è: il Pil dell’area dell’euro, nel primo trimestre del 2023, è salito dello 0,1% e, per il secondo trimestre, si prevede che la crescita prosegua seppur in misura moderata.

Gli economisti hanno segnalato anche che gli investimenti delle imprese sono tornati a crescere agli inizi del 2023 mentre stanno subendo un’impennata verso il basso le richieste di mutui e prestiti sia da parte delle famiglie sia da parte delle imprese. Del resto con gli attuali tassi di interesse non è sicuramente il momento migliore per chiedere un mutuo e comprare casa. Le banche chiedono stipendi sempre più alti e hanno alzato di parecchio l’asticella delle garanzie da fornire. Ottenere un mutuo a tasso fisso nel 2023, con uno stipendio medio, è praticamente impossibile. E accettare un mutuo a tasso variabile, di questi tempi, può voler dire ritrovarsi con rate troppo alte e ingestibili da sostenere. Sempre più persone, infatti, comprano casa a rate ma senza mutuo.

Gestione cookie