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Pensione a quote: possibile anche per chi è nato nel 1965, le ultime novità

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Samanta Airoldi

Si torna a discutere di pensione a quote. Buone notizie per chi è nato nel 1965. Vediamo insieme cosa cambierà dal prossimo anno.

La pensione a quote è una grande opportunità per chi ha iniziato a lavorare molto giovane. In particolare, il prossimo anno potrebbero andare in pensione anche coloro che sono nati nel 1965. In questo articolo vi spieghiamo tutto nei dettagli.

Pensione a quote
Buone notizie per chi è nato nel 1965/ Ilovetrading.it

Il tema delle pensioni non lascia dormire milioni di italiani che si chiedono quando potranno smettere di timbrare il cartellino. Altro cruccio, però, è anche quale sarà l’importo dell’assegno previdenziale: in Italia i costi sono sempre più alti ma le pensioni sempre più basse. Governo e sindacati si sono incontrati diverse volte nelle ultime settimane per cercare insieme la quadra: andare oltre la legge Fornero senza mandare in tilt tutto il sistema. Per il momento è impossibile fare previsioni sul lungo termine ma si può dire con certezza cosa accadrà nel 2024.

Pensione: ecco cosa accadrà nel 2024

La mancanza di risorse finanziarie impedisce una riforma delle pensioni strutturale. Per il momento si tira avanti con qualche misura di prepensionamento ulteriormente prorogata ma il superamento della legge Fornero è ancora un po’ distante.

Pensione nel 2024
Chi potrà andare in pensione nel 2024/ Ilovetrading.it

Ancora per il 2024 la pensione di vecchiaia ordinaria seguirà i dettami stabiliti nel 2011 dall’ex ministro Elsa Fornero: si andrà in pensione a 67 anni e con almeno 20 di contributi. Pertanto nel 2024 potranno andare in pensione coloro che sono nati nel 1957 purché abbiano almeno 20 anni di contributi e purché abbiano maturato un assegno previdenziale pari almeno al doppio dell’Assegno sociale che quest’anno corrisponde a 503,27 euro ma il prossimo anno potrebbe essere di più. In assenza di questi due requisiti, anche chi è nato nel 1957 non potrà ancora smettere di lavorare ma dovrà attendere fino a 71 anni.

Restano identici anche i requisiti per accedere alla pensione anticipata ordinaria: 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini oppure 41 anni e 10 mesi per le donne. In questo caso non vi è nessun requisito anagrafico da soddisfare ma contano solo i contributi. Pertanto se una persona avesse iniziato a lavorare in modo regolare e continuativo a 18 anni, potrebbe andare in pensione dopo 42 anni e 10 mesi di contributi se uomo o dopo 41 anni e 10 mesi se donna. Con la pensione anticipata ordinaria una donna che ha iniziato a lavorare a 18 anni potrà andare in pensione a 59. Quindi il prossimo anno potranno andare in pensione anche le donne nate nel 1965.

Stesso discorso per Quota 41: questa opzione prevede il pensionamento con 41 anni di contributi a prescindere dall’età anagrafica. Tuttavia si rivolge solo a queste categorie: disabili con almeno il 74% di invalidità, addetti a mansioni usuranti, ai lavoratori precoci che hanno versato almeno un anno di contributi prima di aver compiuto 19 anni. Se una donna ha iniziato a lavorare a 18 anni e ha avuto una carriera stabile potrà ritirarsi a 59 anni. Anche in questo caso, quindi, chi è  nato nel 1965 e rientra nelle categorie che possono fruire di Quota 41, il prossimo anno potrà andare in pensione.

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