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Contratto di comodato, cosa accade se una delle due parti muore? La legge su questo è chiara

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Daniele Orlandi

Cosa succede se il comodante o il comodatario di un contratto di comodato di un bene mobile o immobile viene a mancare? Ecco che cosa prevede la legge in tal senso

Con contratto di comodato si fa riferimento alla consegna di un bene mobile ed immobile da parte di un comodante ad un comodatario, per un utilizzo che riguardi un periodo di tempo determinato. La procedura è regolata da un contratto ed essenzialmente il comodato è gratuito: solitamente ci si basa sulla fiducia e sull’affidabilità di chi potrà disporre del bene. Anche perché altrimenti ci si troverebbe nella sfera del prestito per i beni mobili o della locazione/affitto per i beni immobili.

Morte comodante o comodatario: cosa succede al contratto di comodato
Comodato d’uso gratuito, cosa prevede la legge in caso di decesso (ilovetrading.it)

Come stabilito dall’articolo 1804 del Codice civile “il comodatario è tenuto a custodire e a conservare la cosa con la diligenza del buon padre di famiglia. Egli non può servirsene che per l’uso determinato dal contratto o dalla natura della cosa, e non può concedere a un terzo il godimento della cosa senza il consenso del comodante”.

Contratto di comodato: le regole in caso di morte di una delle due parti

La domanda che molti si pongono è qualora il comodante dovesse perdere la vita, se il contratto di comodato prosegua o meno con gli eredi. Vediamo dunque cosa prevede la legge, anche nel caso in cui il decesso riguardi il comodatario. Il problema sussiste in particolare nel caso di comodato di beni immobili: gli eredi potrebbero voler recuperare la casa mentre il comodatario vorrebbe poterci rimanere secondo quanto stabilito con il comodante.

contratto di comodato, la giurisprudenza sui casi di decesso
Gli eredi possono rivendicare il comodato del bene mobile o immobile? (ilovetrading.it)

Per la giurisprudenza qualora il comodante muoia verrà meno il rapporto di fiducia tra le parti e, secondo la legge, si tratta di un rapporto “non replicabile soggettivamente oltre il momento di genesi soggettiva”. Vale a dire che il contratto di comodato non verrà trasferito agli eredi. Qualora venga a mancare il comodatario invece, il comodante potrà pretendere la restituzione del bene immediata da parte degli eredi. Per fare un esempio se un immobile è stato dato ad uso gratuito ad un amico che muore, il comodante potrà chiedere ai suoi figli di restituirglielo.

Anche “la morte del comodante – prosegue la disciplina giuridica – determina la risoluzione del contratto di comodato e l’attribuzione ai suoi eredi del diritto di pretendere la restituzione della cosa, in quanto non è configurabile la successione di terzi, ancorché eredi delle parti originarie, in un rapporto caratterizzato dall’elemento della fiducia”.

Insomma solo le parti, ovvero il superstite tra comodante o comodatario e l’altra subentrata come erede, potranno stabilire se esercitare la facoltà prevista dalla legge oppure trovare un nuovo rapporto fiduciario facendo proseguire il rapporto di comodato preesistente.

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