Cala l’inflazione e arriva la fine dei rialzi dei tassi di interesse da Fed e BCE

L’inflazione scende, i tassi d’interesse si fermano, ma ciò non significa che la situazione economica italiana sta migliorando: il mercato è fermo 

La Bce sono mesi che continua la corsa al rialzo ai tassi d’interesse. Quando l’inflazione si alza, la Banca Centrale Europea in risposta aumenta i tassi d’interesse delle banche per congelare il mercato, far sì che le persone facciano girare ancor meno il denaro, cercando di arrivare a un’inflazione calante per far rientrare i prezzi. Adesso, nell’ultimo mese un’inflazione in calo in Europa e un mercato del lavoro meno teso negli USA hanno alzato le scommesse per la fine dell’aumento dei tassi.

Inflazione cambia senso di marcia
Inflazione cambia senso di marcia – ilovetrading.it

Questo non significa che la situazione economica stia migliorando, ma si tratta di una prima inversione di marcia in quella che sembrava essere una condizione costretta a peggiorare anche nei prossimi mesi. Dopo la diffusione dei dati macroeconomici di questa settimana, esperti e analisti hanno segnato un primo raffreddamento dell’economia, una convinzione in netto contrasto invece con ciò che si è raccontato qualche giorno fa al meeting delle banche centrali di Jackson Hole.

L’inflazione inizia a calare, adesso sta alla Bce capire il da farsi, probabile stop ai rialzi

Negli Stati Uniti, venerdì è emerso che gli occupati non agricoli sono aumentati di 187.000 posti di lavoro a luglio, ma il tasso di disoccupazione è salito al 3,8%, oltre le attese. ll mercato del lavoro rallenta. Per quanto riguarda l’Eurozona ci si aspettava un calo dell’inflazione al 5,1%, invece è rimasta al 5,3%, adesso i banchieri si trovano a dover decidere se interrompere il ciclo restrittivo oppure se programmare ancora un ultimo rialzo. Nel caso si optasse per il rialzo, il tasso sui depositi arriverebbe al 4%.

Inflazione cambia senso di marcia
Inflazione cambia senso di marcia – ilovetrading.it

Secondo alcuni analisti, la situazione attuale farà sì che la Bce decida di evitare ulteriori rialzi, perché l’inflazione non è scesa ulteriormente per colpa degli effetti dei prezzi dell’energia. Si guarderanno i dati dell’inflazione core rallentata dal 5,5% al 5,3% in un mese, in linea con le aspettative.

La situazione, comunque, non fa ben sperare. Ciò significa che lo stop ai rialzi non deve essere visto come un segnale di sereno: la situazione economica italiana ci darà filo da torcere per ancora molto tempo, ma quando si tratta di dati, va sempre apprezzata anche la minima variazione. In uno scenario come quello odierno, è difficile anche per gli analisti fare stime su quel che sarà il nostro futuro più prossimo.

Impostazioni privacy