Maxi invio di missive dall’Agenzia delle Entrate, le riceveranno in 3 milioni. Qual è la ragione e che cosa si rischia
Si parla da tempo di un concreto inasprimento della lotta all’evasione fiscale, percorso che l’Agenzia delle Entrate ha intrapreso da tempo ma ancora non sufficiente ad arginare un drammatico, dal punto di vista economico, fenomeno. Il denaro da recuperare rappresenta una fetta enorme del bilancio complessivo del Paese, pertanto riuscire a mettere un ‘tappo’ alle uscite illecite, riportandole nelle casse dello Stato, potrebbe consentire di dar forma in futuro a riforme più strutturate.
Ecco allora che l’Agenzia delle Entrate ha disposto, in questo periodo, un maxi invio di ben tre milioni di lettere che verranno recapitate quanto prima ad altrettanti contribuenti italiani. Ma cosa ci sarà scritto al loro interno e, soprattutto, cosa rischia chi le riceve? Facciamo chiarezza.
Come dicevamo alle spalle di questa procedura straordinaria vi è un piano di controlli strutturato al fine di aumentare le entrate e ridurre gli illeciti. Si tratta, nella fattispecie, di avvisi bonari rivolti ai contribuenti al fine di incrementare la lotta all’evasione. E queste lettere, inviate a partire dal mese di settembre, fanno capo ai nuovi controlli e ai sistemi di riscossione più efficaci messi a punti negli ultimi mesi per una comunicazione più equa tra Fisco e contribuenti.
Il governo Meloni ha infatti spiegato sin dalle prime fasi del suo insediamento di voler rendere più trasparente e per certi versi amichevole questo rapporto e le lettere vanno ad uniformarsi alle riforme concretizzate in tal senso dall’esecutivo. Le missive verranno spedite sia a singoli contribuenti che alle imprese ma qual è il loro contenuto? Si tratta di un invito a regolarizzare le rispettive posizioni allo scopo di evitare, qualora non venisse fatto, pesanti sanzioni nel caso in cui dovesse scattare un accertamento. E fanno capo ad errori commessi da contribuenti ed imprese nella compilazione ed invio delle dichiarazioni dei redditi. L’obiettivo del governo è quello di incassare, solo dagli avvisi bonari, 6 miliardi di euro nell’arco di un biennio.
Altro strumento per portare i cittadini ad effettuare spontaneamente pagamenti riducendo l’evasione ed evitando che loro stessi rischino sanzioni è l’Anonimometro che consentirà all’Agenzia delle Entrate di individuare i contribuenti ad ‘elevato rischio fiscale’. Impiegato sulla base di controlli con l’anagrafe finanziaria ed altri enti. Si andrà in tal modo ad intercettare, ad esempio, persone che hanno conti correnti in Italia ma residenza fittizia all’estero.
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