Sebbene anche l’analisi basata sui multipli di mercato e le raccomandazioni degli analisti non siano una scienza esatta, siamo andati a individuare le azioni che tra quelle con la peggiore raccomandazione media degli analisti siano anche sopravvalutate secondo il rapporto prezzo su utili. In questa classifica primeggia Terna, una delle principali utilities di Piazza Affari.
L’azienda presenta diversi punti di forza che includono un alto rapporto EBITDA/fatturato che genera margini elevati, un’attività altamente redditizia con margini netti elevati e aspettative di dividendo relativamente alte, visto che il rendimento è superiore al 4%. Gli analisti hanno costantemente rivisto al rialzo le stime di fatturato della società nell’ultimo anno, confermando una buona visibilità sull’attività del gruppo, con dati di attività storicamente superiori alle aspettative.
Tuttavia, ci sono anche punti deboli da considerare, come la crescita prevista dell’Utile Netto per Azione (EPS) che rappresenta una sfida significativa, insieme alla situazione finanziaria complessiva del gruppo e al suo rapporto “enterprise value to sales” che la colloca tra le aziende più costose a livello mondiale.
Considerando le raccomandazioni pubblicate negli ultimi tre mesi il rating medio di Terna è Neutro con un prezzo obiettivo che esprime una sottovalutazione di poco superiore al 3%.
Equita Sim ha aumentato il prezzo obiettivo su Terna da 8,1 € a 8,4 €, confermando la raccomandazione di mantenimento (Neutro). Questo aumento è stato influenzato dall’effetto dei tassi. Allo stesso modo, Goldman Sachs ha elevato il prezzo obiettivo da 6,55 € a 6,65 €, ma ha mantenuto la raccomandazione di vendita (sell).
La situazione sul grafico è molto incerta con gli indicatori che danno indicazioni divergente e le quotazioni che sono in bilico tra rialzo e ribasso.
Come si vede dal grafico, infatti, il titolo si sta muovendo in prossimità di area 7,513 €, il livello spartiacque tra rialzo e ribasso.
Tuttavia, se si guarda al lungo periodo non si può non notare come le quotazioni si stiano muovendo ormai da oltre un anno in un range delimitato dai livelli 6,956 € e 7,8 €. Solo la rottura di uno di questi livelli in chiusura settimanale potrebbe dare direzionalità alle quotazioni.
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