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Bonus di 500 euro per le partita IVA: i requisiti per chiederlo all’INPS

Il bonus da 500 euro mensili entra in una nuova fase e allarga il proprio raggio d’azione. L’intervento, nato per sostenere l’autoimprenditorialità giovanile, assume oggi una portata più ampia e inclusiva.

L’Inps, intervenendo sul perimetro applicativo della misura, riconosce il beneficio anche ai liberi professionisti, superando una distinzione che inizialmente aveva limitato l’accesso all’incentivo.

Bonus di 500 euro per le partita IVA: i requisiti per chiederlo all’INPS v(Ilovetrading.it)

In un momento storico in cui partita IVA, lavoro autonomo e politiche attive per l’occupazione giovanile rappresentano snodi centrali del dibattito economico, il chiarimento assume un valore che va oltre il singolo contributo.

Bonus 500 euro e liberi professionisti: cosa cambia dopo il chiarimento Inps

Con il Messaggio n. 270/2026, l’Inps chiarisce che il bonus previsto dall’articolo 21 del D.L. n. 60/2024, noto come decreto Coesione, spetta anche a chi avvia un’attività libero-professionale. La precisazione amplia la platea dei beneficiari già delineata dalla Circolare n. 148 del 28 novembre 2025, che aveva individuato nei giovani imprenditori i destinatari principali della misura.
Il contributo consiste in un incentivo economico pari a 500 euro al mese, riconosciuto a sostegno dell’avvio di nuove attività in settori strategici individuati dalla normativa.

Possono accedere al bonus i soggetti disoccupati con meno di 35 anni che abbiano avviato un’attività di impresa o di lavoro autonomo nel periodo compreso tra il 1° luglio 2024 e il 31 dicembre 2025. Il requisito anagrafico e quello dello stato di disoccupazione restano centrali, così come la collocazione dell’attività nei comparti considerati strategici dal legislatore. L’estensione ai liberi professionisti elimina una barriera che, nella pratica, aveva escluso molte nuove partite IVA nate fuori dallo schema classico dell’impresa.

A seguito dell’allargamento della misura, l’Inps ha adeguato il servizio telematico di presentazione delle domande e ha riaperto i termini. La procedura risulta accessibile dal 31 gennaio al 2 marzo 2026, consentendo anche a chi era rimasto escluso in precedenza di presentare istanza. In fase di domanda, il richiedente deve indicare in modo puntuale la data di apertura della partita IVA, elemento decisivo per verificare il rispetto dell’arco temporale previsto dalla norma.

Un caso pratico aiuta a comprendere la portata del chiarimento. Un giovane under 35, disoccupato fino all’estate del 2024, che abbia aperto una partita IVA per svolgere attività libero-professionale entro il 31 dicembre 2025, può ora accedere al bonus alle stesse condizioni di un imprenditore individuale. Prima dell’intervento Inps, la sua posizione sarebbe rimasta incerta; oggi, invece, rientra esplicitamente nel perimetro dell’incentivo.

Il bonus 500 euro si conferma così come uno strumento di sostegno non solo all’impresa in senso stretto, ma anche alle nuove forme di lavoro autonomo qualificato. Il chiarimento Inps e la riapertura dei termini trasformano una misura selettiva in un’opportunità più ampia, capace di intercettare una generazione di professionisti che sceglie di costruire il proprio futuro fuori dai tradizionali confini del lavoro dipendente.

Angelina Tortora

Giornalista pubblicista iscritta all'Ordine dei Giornalisti della Campania, ragioniera commercialista iscritta all'ordine dei Revisori Legali. Si occupa di tematiche fiscali e previdenziali. Aiuta il lettore nel disbrigo delle pratiche, dalle più semplici alle più complesse. Direttrice della testata giornalistica InformazioneOggi.it, impegnata in vari progetti editoriali e sociali. Profilo Linkedin

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