La carta d’identità non serve più solo nel portafoglio. Sempre più cittadini la usano per entrare nei servizi digitali pubblici, spesso al posto dello SPID.
A rendere il passaggio ancora più attuale contribuisce una data precisa, il 3 agosto, quando la carta d’identità cartacea perderà definitivamente validità.
La CIE non rappresenta solo un obbligo amministrativo, ma una soluzione pratica e conveniente per l’accesso ai servizi pubblici.
La differenza tra Carta d’identità elettronica (CIE) e lo SPID sta nell’origine dello strumento. Lo SPID viene rilasciato da gestori privati accreditati, mentre la CIE nasce come documento ufficiale dello Stato, emesso dai Comuni, che unisce identità fisica e digitale in un unico supporto.
Una volta attivate le credenziali CIE di livello 1 e livello 2, la carta permette di accedere, nella pratica quotidiana, agli stessi servizi per cui oggi si utilizza lo SPID. Questo rende la CIE una vera alternativa, soprattutto per chi preferisce un’identità digitale integrata in un documento già obbligatorio. Con la CIE attiva ai livelli 1 e 2 si entra nei principali portali della Pubblica Amministrazione. L’accesso riguarda i servizi online dei Comuni, le domande per concorsi pubblici, il portale INPS per consultare il cedolino della pensione, presentare istanze o gestire pratiche come l’Assegno Unico. La carta consente anche di utilizzare il Cassetto fiscale dell’Agenzia delle Entrate, i servizi dell’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente, come il cambio di residenza online, e il Fascicolo Sanitario Elettronico, secondo le modalità previste dalle singole Regioni.
Nell’uso concreto, la CIE copre quasi tutte le funzioni per cui oggi i cittadini ricorrono allo SPID, rendendo il passaggio naturale e progressivo. Uno dei dubbi più frequenti riguarda i livelli di sicurezza della CIE. La carta prevede tre livelli di autenticazione, ma nella maggior parte dei casi bastano il livello 1 e il livello 2, che funzionano in modo simile allo SPID, con credenziali personali e un secondo fattore di sicurezza, come un codice OTP o l’uso dell’app CieID. Il livello 3, che richiede la lettura fisica della carta tramite NFC, resta riservato a operazioni specifiche.
Per attivare e usare la CIE come identità digitale risultano indispensabili PIN e PUK, consegnati in due parti al momento della richiesta della carta. Anche in caso di smarrimento non serve richiedere una nuova CIE, perché il recupero dei codici avviene attraverso procedure ufficiali, seguendo le indicazioni del Ministero dell’Interno.
L’anticipo del TFS rappresenta una soluzione concreta per i dipendenti pubblici che non vogliono attendere…
Nel primo trimestre 2026 emerge ancora una volta una distanza netta tra uomini e donne…
Una semplice email con un nuovo codice PIN può sembrare una comunicazione di routine, ma…
Nel modello 730/2026 emerge un caso tutt’altro che raro: è possibile detrarre spese sanitarie già…
Non sempre un rifiuto dell’INPS chiude definitivamente la strada verso la pensione. Nel sistema contributivo…
La stretta sui familiari a carico non elimina tutte le detrazioni nel 730/2026, da considerare…