Il 31 marzo 2026 segna una data chiave per i datori di lavoro: l’invio del modello LAV_US relativo ai lavori usuranti e notturni svolti nel 2025.
Un adempimento che non riguarda solo sanzioni amministrative, ma incide direttamente sul diritto dei lavoratori alla pensione anticipata. Ignorarlo significa mettere a rischio benefici concreti.

Nel sistema previdenziale italiano, la corretta certificazione delle attività lavorative assume un ruolo fondamentale.
Modello LAV_US, obblighi e pensione anticipata: cosa sapere entro il 31 marzo 2026
L’adempimento trova fondamento nell’articolo 5 del D.Lgs. 67/2011 e riguarda i datori di lavoro che nel 2025 hanno impiegato personale in attività considerate particolarmente faticose e pesanti. La normativa richiama anche le mansioni individuate dal D.M. 19 maggio 1999, includendo lavori in galleria, cava o miniera, attività in ambienti ad alte temperature, spazi ristretti o operazioni di rimozione dell’amianto.
Rientrano nell’obbligo anche i lavoratori notturni, cioè coloro che prestano attività per almeno sei ore consecutive tra mezzanotte e le cinque per un minimo di 64 giorni all’anno, oppure per almeno tre ore nella stessa fascia per l’intero anno lavorativo. La comunicazione coinvolge inoltre gli addetti alla linea catena e i conducenti di veicoli adibiti al trasporto pubblico collettivo con capienza di almeno nove posti.
Il modello LAV_US si compila online attraverso il portale istituzionale. Dopo l’accesso con credenziali digitali, il datore seleziona la sezione dedicata ai lavori usuranti e utilizza i moduli disponibili in base alla tipologia di attività. Il sistema richiede i dati aziendali, i riferimenti previdenziali e assicurativi, le unità produttive e le informazioni sui lavoratori coinvolti, compresi i periodi di attività e, per il lavoro notturno, il numero di giornate svolte.
L’obbligo ricade sempre sul datore di lavoro, anche nei casi particolari. Nella somministrazione, l’invio spetta all’impresa utilizzatrice, mentre in caso di fusione societaria risponde l’azienda incorporante. Gli intermediari abilitati possono trasmettere la comunicazione, ma solo previa delega.
Sul piano sanzionatorio, la normativa distingue tra rilevazione e comunicazione. La prima, finalizzata al monitoraggio dei periodi lavorativi, non comporta sanzioni in caso di omissione. La comunicazione obbligatoria, invece, riguarda in particolare il lavoro notturno e quello a linea catena e prevede una sanzione amministrativa da 500 a 1.500 euro in caso di mancato invio o compilazione errata, con possibilità di diffida. Il ritardo non viene sanzionato, ma l’omissione sì.
L’aspetto più rilevante resta però quello previdenziale. Il modello LAV_US costituisce il presupposto per accedere alla pensione anticipata dedicata ai lavori usuranti, nota come Quota 97,6. Il lavoratore può uscire con almeno 61 anni e 7 mesi di età e 35 anni di contributi, raggiungendo la somma tra età e contributi pari a 97,6.
Un caso pratico chiarisce la portata dell’adempimento. Se un datore non comunica correttamente il lavoro notturno svolto nel 2025, il dipendente rischia di non vedersi riconosciuti quei periodi ai fini del pensionamento anticipato. Anche in presenza dei requisiti anagrafici e contributivi, l’assenza della certificazione può ritardare o impedire l’accesso al beneficio.
Per chi matura i requisiti nel 2027, la procedura prevede un ulteriore passaggio: la domanda di riconoscimento del beneficio all’INPS entro il 1° maggio 2026 tramite modulo AP45. Un invio tardivo comporta uno slittamento della decorrenza della pensione, che aumenta progressivamente con il ritardo. L’INPS comunica l’esito entro il 30 ottobre, con possibilità di accoglimento, differimento per limiti di spesa o rigetto.






