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Scatti di anzianità metalmeccanici 2026: quanto aumentano davvero e come leggerli in busta paga

Angelina Tortora

Gli scatti di anzianità nel contratto metalmeccanico rappresentano una voce stabile e progressiva della retribuzione. Nel 2026 confermano importi differenziati per livello, regole precise di maturazione e un limite massimo di bienni riconoscibili. 

Nel CCNL metalmeccanici, la retribuzione non dipende soltanto dai minimi tabellari o dagli aumenti contrattuali periodici. Una parte significativa dell’evoluzione salariale deriva dagli aumenti periodici di anzianità, che premiano la continuità del rapporto di lavoro e l’esperienza maturata nello stesso contesto aziendale.

Scatti di anzianità
Scatti di anzianità metalmeccanici 2026: quanto aumentano davvero e come leggerli in busta paga (Ilovetrading,it)

Chi lavora con contratto metalmeccanico industria, inquadrato nei livelli da D1 ad A1, deve considerare gli scatti come una componente strutturale della busta paga, distinta da superminimi, premi di risultato o aumenti di merito.
La maturazione segue regole precise, con una decorrenza automatica e un limite massimo di bienni. Anche apprendistato, passaggi di livello e norme transitorie incidono sul calcolo.

Scatti di anzianità metalmeccanici 2026: regole, importi e casi pratici

Gli scatti di anzianità consistono in incrementi salariali che maturano ogni due anni di servizio continuativo presso la stessa impresa o gruppo aziendale. Ogni biennio genera un aumento fisso della retribuzione mensile. Il contratto stabilisce un limite massimo di cinque bienni, pari a dieci anni di servizio: raggiunto questo tetto, il lavoratore conserva l’importo maturato in busta paga ma non accumula ulteriori scatti.

Nel 2026 gli importi per singolo scatto variano in base al livello di inquadramento. Il livello D1 prevede 18,44 euro per ciascun biennio, il D2 20,14 euro, il C1 22,26 euro, il C2 24,33 euro e il C3 26,18 euro. Nei livelli superiori l’importo cresce: il B1 riconosce 28,51 euro, il B2 32,28 euro, mentre per B3 e A1 lo scatto raggiunge 40,96 euro. Ogni biennio si somma ai precedenti fino al massimo consentito, incidendo stabilmente sulla paga base.

Gli aumenti di merito seguono una logica diversa. L’azienda può riconoscere incrementi legati a prestazioni individuali o risultati specifici, ma questi importi non possono assorbire gli scatti di anzianità. Il contratto tutela la distinzione tra le due voci e garantisce che il lavoratore percepisca entrambi i benefici.

Una disciplina particolare riguarda i lavoratori già in forza al 16 luglio 1979. Per questa categoria il contratto prevede norme transitorie che consentono la maturazione di dodici aumenti periodici di anzianità, con modalità di calcolo dedicate a salvaguardare i diritti acquisiti e ad adeguare gli importi alle tabelle retributive attuali.

Anche l’apprendistato incide sulla maturazione. Nell’apprendistato professionalizzante il periodo si computa al 65%, mentre nell’apprendistato per la qualifica e il diploma professionale si considera al 50%. Una volta trasformato il rapporto a tempo indeterminato, questi mesi contribuiscono pro quota al raggiungimento del primo biennio utile.

La decorrenza segue un criterio chiaro: lo scatto matura dal primo giorno del mese successivo al compimento del biennio. Se un lavoratore completa i due anni a maggio, l’aumento compare nella busta paga di giugno. In caso di passaggio di livello, l’anzianità maturata resta valida e gli scatti si adeguano agli importi previsti per la categoria superiore.

Nel cedolino la voce compare generalmente come “Aumenti periodici di anzianità” e si colloca accanto alla paga base. Il prospetto indica sia l’importo del singolo scatto sia il totale accumulato, consentendo un controllo immediato della propria posizione retributiva.

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