I segreti delle scarpe Nike che hanno fatto risparmiare 8 centesimi di secondo a Marcell Jacobs nei 100 mt a Tokyo

Le olimpiadi di Tokyo 2021 sono davvero entusiasmanti. Ma secondo qualche osservatore lo sono anche un po’ troppo. Ben 3 record del mondo sono stati stabiliti a stretto giro l’uno dall’altro. Quando si leggono i tempi sui display c’è un comprensibile tripudio. Ma poi a mente fredda gli analisti si chiedono se questi tempi che scendono con tanta decisione non siano un po’ sospetti.

Sia chiaro che non si sta parlando di doping, che è l’umiliazione dello sport, la bestia nera di ogni competizione degna di questo nome.

Probabilmente la vera causa di questi record incredibili sta in una decisione di World Athletics che ha consentito l’utilizzo di scarpe ad alta tecnologia. Ma cosa sono queste scarpe così tecnologiche, chi le produce, come fanno ad aiutare così tanto gli atleti?

Come è possibile?

Cominciamo col dire che la loro approvazione segue iter contorti e complessi che ricordano quelli che devono seguire le innovazioni motoristiche nella Formula 1.
Già questo dato ci può far riflettere, poiché è evidente che parliamo di qualcosa che ha un peso notevole. Andiamo nel concreto: forse non tutti conoscono le Max Fly.

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Ovviamente gli appassionati le conoscono eccome. Ce le aveva i piedi Marcell Jacobs e secondo la Gazzetta dello Sport possono avergli fatto guadagnare fino a 8 centesimi di secondo. Parliamo di uno di quei numeri che fuori dal giro sembrano pochissimi, ma nel mondo dell’atletica sono un’eternità. La differenza tra vincere e perdere. Anzi, la differenza tra un record del mondo ed un buon piazzamento.
Sempre la Gazzetta dello Sport le ha analizzate a fondo e anche questo la dice lunga.

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Utilizzano vari accorgimenti davvero rivoluzionari ma il cuore del vantaggio che riescono a regalare ad atleta è la piastra di carbonio più larga della pianta del piede che è posta nella suola. Un leggerissimo blocco unico capace di alterare il rapporto tra piede e suolo in modo significativo.