Il fisco deve assolutamente recuperare 12,6 miliardi. Il target dell’Agenzia delle Entrate e del Ministero delle Finanze è chiaro e bisogna riuscirci ad ogni costo. Le vie saranno tante e tutte dovranno convergere verso questo ambizioso obiettivo.
Le casse dello Stato sono disastrate e la pioggia di bonus ha fatto il resto. Il Ministro dell’economia Daniele Franco esige la colossale cifra dalla lotta all’evasione ed il fisco si sta dotando di tutti gli strumenti necessari. Istituito un forte ampliamento dell’organico con tante risorse inviate in tanti luoghi strategici. Poi il ricorso sistematico alla compliance, vale a dire ad uno stimolo a mettersi in regola inviato ai cittadini. Comunicazioni che da settembre saranno inviate ai contribuenti saranno tantissime e si punta a raggiungere la cifra complessiva di oltre mezzo milioni di invii ai contribuenti per spronarli a chiarire la loro posizione o ad un ravvedimento operoso. Poi ci sono controlli sempre più raffinati e sempre più affidati all’intelligenza artificiale.
Punto fondamentale è ridurre Tax Gap e nel 2023 il Tax Gap deve scendere del 5%. Nel 2024 il Tax gap dovrebbe scendere del 15%. Queste sono cifre ambiziose che richiedono strumenti forti. Si punta molto sull’analisi dei big data per individuare con più efficienza i soggetti da sottoporre ad accertamento. Il fisco tiene molto alla compliance ed è proprio nel senso della compliance va l’Iva precompilata. Ma è solo l’inizio.
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Un’altra parola d’ordine amata dal fisco è pseudoanonimizzazione. Con questo strumento la montagna di dati nelle mani dell’amministrazione, diventano un modello perfetto per andare a controllare automaticamente tutti i soggetti pericolosi.
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E’ una misura forte e si deve trovare il modo di trovare un accordo col Garante della Privacy. Ma per il fisco rappresenta un modo rivoluzionario di focalizzare i controlli dove sussiste la massima probabilità di rinvenire l’evasione.
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