Fare trading è un’attività piuttosto complessa. L’operatività in se stessa è semplicissima, anzi, più passano gli anni e più viene resa davvero alla portata di tutti. Le app sono semplicissime da usare.
Quando sono nati i CFD, poi, davvero scommettere al rialzo o al ribasso è operativamente più semplice che giocare ad un videogioco. Ciò non è necessariamente un bene. Per questo che la legge impone ai siti di CFD di riportare una scritta con la percentuale di clienti che perdono con questi strumenti. Questa percentuale si aggira attorno ad un deprimente 80%. Eppure è anche vero che la borsa statisticamente cresce di un 8% all’anno. Ma questo vale per i cassettisti invece chi investe sopporta sempre un rischio e più elevata la frequenza di entrata e uscita da una posizione e più aumenta il rischio.
In questo senso lo stop loss è importantissimo perché è uno stop all’operatività, quando si raggiunge una determinata perdita. Di solito viene impostato attorno al 3 o 5%. Dunque questo strumento fa sì che quando perdiamo oltre questa cifra la posizione venga automaticamente chiusa. Può impostare su quasi tutte le piattaforme ed è importante utilizzarlo. Anche laddove la piattaforma non consenta di impostarlo ci si può imporre di uscire quando si supera una determinata perdita. Ma lo stop loss in se stesso garantisce poco o nulla. Il vero segreto per utilizzare bene lo stop loss è quello di avere chiari i propri obiettivi e di non farsi travolgere dalle emozioni. La vera questione è sapere cosa fai quando cominciano a scattare gli stop loss: se non lo hai stabilito prima sarà un problema.
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Quando le cose cominciano ad andare storte non c’è stop-loss che tenga. è il panico e se non si ha una strategia rigida si comincia a seguire l’istinto e in borsa è spesso un cattivo consigliere.
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Quando le cose si fanno critiche e la paura comincia a governare i movimenti di un trader, si giunge ad una situazione di panico difficilmente gestibile. E’ qui che deve entrare in gioco la freddezza di scelte fatte prima, a mente fredda.
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