La bocciatura del Green pass arriva da una fonte di prestigio. Si tratta di Vincenzo Musacchio. Parliamo di un importante giurista e associato al Rutgers Institute on Anti-Corruption Studies (Riacs). Noto studioso e criminologo.
Per lui il Green pass non va. Il lasciapassare verde sta suscitando un vespaio da tutti i punti di vista, ma la maggior parte degli italiani lo ha accettato di buon grado. Tuttavia sono tanti i nodi da sciogliere. I sindacati non vogliono che siano presidi e pubblici esercenti ad essere incaricati dei controlli. Varie associazioni di categoria protestano. Non è chiaro chi sia tenuto all’obbligo e chi no. Ad esempio non è mai stato chiarito se il fatto che il Green pass sarà obbligatorio sui mezzi di trasporto a lunga percorrenza obbliga anche chi ci lavora.
Ma ora arriva una doccia fredda di peso per il lasciapassare voluto dal Governo Draghi. Il prof.Musacchio è un’eccellenza italiana. Lui in un’intervista al periodico di settore Orizzonte scuola smonta pezzo per pezzo il Green pass. Il noto giurista allievo di grandi nomi del diritto italiano spiega che il governo avrebbe avuto il potere di introdurre l’obbligo vaccinale. Tuttavia, argomenta il giurista, per ragioni di opportunità politica non lo ha fatto. Fin qui tutto bene. Ma attualmente siamo in un regime di libertà vaccinale. E allora il Green pass che cosa è? Per lo studioso è null’altro che uno strumento di pressione su chi non vuol vaccinare. Uno strumento di pressione che comprime le libertà individuali e rischia di avere notevoli profili di incostituzionalità.
Leggi anche: Matteo Berrettini: tra premi e contratti con gli sponsor crescono le quotazioni del campione
Ben tre principi sanciti dalla carta costituzionali sono a rischio: quello di eguaglianza, quelli di legalità e il principio di certezza del diritto.
Leggi anche: L’antiriciclaggio contro la diffusissima N26: vediamo cosa si rischia
La presa di posizione del docente è del tutto laica. Non può essere accusato di essere un no-vax o di appartenere a fronde di questo tipo e sarebbe un peccato se la sua analisi cadesse nel vuoto perchè solleva temi delicati.
Retribuzioni, contributi e benefit cambiano volto dal primo gennaio 2026. Con una circolare attesa da…
Le dichiarazioni dei redditi cambiano assetto e anticipano il fisco del futuro. Le bozze dei…
Andare in pensione a 64 anni nel 2026 non è un’ipotesi teorica, ma una possibilità…
Il bonus da 500 euro mensili entra in una nuova fase e allarga il proprio…
La carta d’identità non serve più solo nel portafoglio. Sempre più cittadini la usano per…
Dal 1° gennaio 2026 il costo dei ritardi previdenziali si riduce. Scende all’1,6% il tasso…