La situazione relativa al Green pass è sempre più incandescente. Quello che è peggio è che i vari fronti si mischiano tra loro.
Sebbene la maggior parte della popolazione sia sostanzialmente favorevole agli obblighi attualmente vigenti, il fastidio è tanto e anche i contrari comunque non mancano. I sindacati ci tengono a fare un doveroso distinguo. Mentre da una parte sono contrari ai controlli imposti in capo a presidi e a pubblici esercenti dall’altra vogliono prendere le distanze dai no Green pass che protestano in modo vivace e spesso violento. I disguidi non mancano e la cronaca ci riporta di docenti ai quali è stato impedito di entrare a scuola benché in regola così come vi tanti che non hanno il Green pass benché abbiano fatto il vaccino.
Dunque questo ritorno a scuola, ma anche questa ripartenza dei mezzi pubblici a lunga percorrenza vede scontrarsi tra loro fronde diverse, partiti diversi del disagio e del e della contrarietà. Sicuramente più agguerriti sono quelli che dicono un no per principio all’obbligo del green pass perché lo vedono incostituzionale, ingiusto eccetera. Ma poi ci sono tante sfumature di grigio, anzi verrebbe da dire di verde. Tutte rischiano di mettere una seria ipoteca sulla ripartenza della scuola. Ma questo era assolutamente scontato.
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Si vedrà nel tempo quanto queste proteste e questi disguidi possono effettivamente minare la macchina predisposta dal governo.
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Intanto alcune sigle sindacali minacciano ricorsi e non si è sbloccata la situazione di quei 10.000 che per strani blocchi dei sistemi informatici non hanno il pass pur essendo in regola. Saranno costretti a tre tamponi alla settimana a carico loro.
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