Si è conclusa una settimana di assestamento sulle borse di tutto il mondo. Priva di particolari scossoni. Eppure la calma è solo apparente.
Le borse guardano alle banche centrali che a loro volta temono di destabilizzarle. Una sola giaculatoria viene ripetuta da Fed e BCE. “Non toccheremo gli stimoli”. Ed è quello che il mercato vuole sentirsi dire. Le formule sono di un’attesa infinita. sembra sempre che non sia tempo, che la pandemia non sia ancora finita, che l’occupazione non vada ancora bene. Gli aiuti all’economia resteranno sempre lì. Eppure l’inflazione cresce e sono tante le autorità che lo sottolineano. Lo vediamo con prepotenza in tanti settori. I microchip sono diventati introvabili, tanto che l’industria automobilistica, vorace di microcircuiti, deve tagliare pesantemente la produzione. praticamente tutte le materie prime relativa all’edilizia stanno vedendo i propri costi crescere in modo pauroso.
Alle volte raddoppiare o più. Talmente crescono alla svelta che le imprese edili in Italia non riescono ad onorare i preventivi presi con i clienti. Ma è possibile continuare a negare l’inflazione come fanno gli istituti centrali? Ebbene, loro non la negano, ma sostengono che siano situazioni transitorie che non riflettono tendenze stabili di fondo. Insomma, l’inflazione c’è ma facciamo finta che non ci sia. Questo calma le borse, e si vede. Dai grafici ma soprattutto dai sondaggi di settore. Eppure i crolli sono in agguato e l’assassino di questa espansione infinita può ben essere l’inflazione che secondo molti analisti c’è per restare. Allora puntare su ETF focalizzati sulle materie prime può essere un’idea doppiamente buona.
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Sia in un’ottica di copertura da eventuali violenti assestamenti del mercato e sia per sfruttare questa inflazione che sebbene negata, esiste.
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Anche chi di solito non punta sulle materie prime, dovrebbe iniziare a ragionarci nelle due prospettive viste prima, anche perchè vi sono ETF che coprono facilmente ognuna di esse.
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