Ecco le regioni italiane e i lavori nei quali si guadagna di più. Gli squilibri sono forti

Molto squilibrata la situazione dei salari italiani da tutti i punti di vista. Dal punto di vista geografico le differenze sono abissali.

Mentre in Lombardia una retribuzione lorda si aggira sui €31.000, nelle regioni del profondo sud si è attorno ai 25.000. Ma non solo la Lombardia è piazzata bene: anche Trentino Alto Adige e Lazio offrono retribuzioni medie piuttosto elevate. Non sorprende che siano Sicilia, Calabria e Basilicata quelle piazzate peggio. A quanto pare poco o nulla cambia mai. D’altra parte la differenza tra nord e sud è sempre stata molto forte e nonostante tanti proclami rimane sempre molto marcata. Fortemente squilibrata è anche la differenza di retribuzione tra i vari ranghi di un’azienda.

Troppi squilibri e troppo indietro rispetto agli altri

L’amministratore delegato guadagna 10 volte rispetto all’operaio della medesima azienda. Inutile dire che anche il gender pay gap rimane costantemente elevato e di conseguenza da questi dati emerge come gli squilibri salariali di antica memoria nel nostro paese restino sempre tali e quali. Permane inoltre la differenza di retribuzione tra la grande e la piccola impresa. Con netto vantaggio di chi lavora per la prima. L’impiegato della piccolo piccolissima impresa guadagna circa €10000 in meno lordi rispetto al suo collega dell’impresa con più di 1000 dipendenti. Al sud e nelle isole si guadagna il 9,3% in meno rispetto alla media nazionale. Ma in generale il nostro è un paese nel quale si guadagna poco: gli introiti degli italiani sono noni in Europa e con un distacco netto dagli altri.

Leggi anche: 600 percepiscono il Reddito di Cittadinanza ma solo 3 disponibili a lavorare

Questi dati in realtà poco edificanti per un paese che sembra non voler mai risolvere i suoi problemi sono stati resi noti nel report Salary Outlook 2021 diffuso dall’Osservatorio JobPricing.

Leggi anche: Gli attacchi informatici sono in crescita costante. Investiamo in Cybersecurity.

Sono i numeri di un un paese fermo e questa volta il covid non c’entra niente. Parlano di un pase dove oltre agli slogan elettorali c’è poco o nulla.