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Economia

Chi opera in criptovalute può subire il debanking dalle banche tradizionali

Chi opera in crypto subisce esclusione ed ostracismo dalle banche tradizionali. Si sta svolgendo dinanzi ad una commissione statale australiana il processo volto a stabilire se chi opera nelle criptovalute venga effettivamente danneggiato dalle banche australiane.

Secondo le persone che hanno deposto al Senato australiano che sta portando avanti l’inchiesta denominata Australia as a Technology and Financial Center, le proprie attività economiche ed imprenditoriali sono state danneggiate dalle banche. Gli istituti li hanno posti in una specie di lista nera. Il debanking sofferto da questi investitori e imprenditori è stato molto dannoso per i loro affari a loro dire. Ma non è semplice stabilire la linea di confine fra un legittimo timore nei confronti delle criptovalute ed un’attività effettivamente discriminatoria. Certo, quello che viene lamentato dalle persone che hanno preso parte a questo processo è in effetti piuttosto grave. Il fatto che si investe in criptovalute non può essere automaticamente considerato come sintomatico di una personalità criminale o di un personaggio avvezzo a pratiche di riciclaggio o attività criminali.

Pratiche discriminatorie

C’è però anche da dire che molti degli episodi raccontati dai testimoni dinanzi a questa commissione sono avvenuti anche parecchi anni fa. All’epoca certamente le informazioni disponibili sulle criptovalute erano veramente poche ed era molto facile per un impiegato o un dirigente di una banca ignorare completamente le dinamiche di questo fenomeno. Emblematico il caso della imprenditrice crypto con sede a Sydney, Michaela Juric. Ha fondato la piattaforma Bitcoin Babe ed ha raccontato di aver subito pratiche di esclusione da 91 istituti finanziari.

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Rebecca Schot-Guppy, un’altra imprenditrice nel settore fintech ha lamantato situazioni simili. Soprattutto ha raccontato che a suo dire questa sarebbe una pressi discriminatoria ordinaria nel mondo bancario e che è a conoscenza di tanti aneddoti simili.

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Sarebbe interessante anche da noi capire se vi sono o vi sono state situazioni discriminatorie che hanno colpito il mondo nostrano delle crypto.

Salvatore Dimaggio

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