La Colombia sembra voler dire al mondo che da tutto questo grande movimento di permessivismo sul cannabis lei è l’unica a non aver guadagnato nulla, così cambia la legge e si prepara ad invadere il mercato.
La nuova legge sul l’export della cannabis approvata dal paese sudamericano ha chiaramente intenti estremamente espansionistici. È paradossale come il Canada sia il primo esportatore mondiale. Proprio il Canada che ha condizioni terribili dal punto di vista climatico. La questione è tutta nella legge: il Canada è estremamente permissivo e consente esportazioni completamente libere mentre altri paesi sono più chiusi. La Colombia ha condizioni climatiche praticamente perfette e praticamente per tutto l’anno, di conseguenza perché non cambiare la legge e porre se stessa in condizione di poter fare la concorrenza agli altri esportatori? Anzi in condizioni di stravincere.
Ma se la Colombia entra a gamba tesa sul mercato con un’esportazione così massiccia che cosa succede? Succede che inevitabilmente i prezzi crolleranno perché la Colombia è in grado di produrre veramente tanto. La regolamentazione su questo fiore sulla sua esportazione nel paese sudamericano è assai restrittiva ma l’attuale presidente vuole che più soldi entrino nel paese e così ha rivoluzionato tutto.
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Il paese di Escobar, con questo cambio radicale nella sua morale e nel suo approccio alla droga, potrebbe coprire da solo il 50% delle richieste mondiali.
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Adesso a tremare è il Canada, ma in un certo senso se l’è cercata. In molti infatti si chiedevano: perchè se gli stupefacenti li coltivano in Colombia sono dei narcotrafficanti, mentre se li coltivano in Canada son dei progrediti liberali?
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