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Non se ne parla in giro, ma la ricerca italiana ha battuto Google sull’intelligenza artificiale

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Salvatore Dimaggio

È stata una vittoria clamorosa quella del CNR sul motore di ricerca più famoso del mondo e noi italiani dovremmo andarne giustamente fieri. Che la ricerca italiana non sia seconda nessuno è un fatto assodato.

Ma alcuni traguardi suscitano giustamente o certo grado di soddisfazione. Non è un mistero che Google stia puntando tanto sull’intelligenza artificiale dei computer quantistici. Infatti i computer quantistici sono sicuramente il futuro della confutazione. E si riescono a compiere un’infinità di calcoli sfruttando le assurde bizzarrie della meccanica quantistica. E’ davvero difficile riuscire a spiegare come fa ma è come se un computer potesse svolgere tantissimi calcoli contemporaneamente sfruttando pochissime risorse. Tra i computer tradizionali e i computer quantistici non c’è un semplice salto di in termini di potenza di calcolo ma una filosofia completamente diversa che ne moltiplica esponenzialmente la potenza.

Molto meglio di Google

Un recente brevetto di Google aveva fatto scalpore in merito alla capacità di addestrare i computer quantistici a compiere ricerche anche estremamente complesse. Ma un nuovo brevetto del CNR surclassa completamente questa tecnologia e apre le porte ha ricadute a tutto campo. In particolare la tecnologia di addestramento dei computer quantistici messa a punto dal CNR semplifica di molto la vita a questi computer nella fase di addestramento di un nuovo procedimento. Dunque per questi computer già potentissimi diventerà molto molto più semplice più veloce imparare ed essere programmati. La ricerca italiana sull’intelligenza artificiale sui computer quantistici diventa così un’eccellenza assoluta a livello mondiale.

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Istituto di fotonica e nanotecnologie del Cnr-Ifn di Milano è stato il teatro di questa rivoluzione. La creazione delle porte per l’immissione degli input si semplifica enormemente con questo brevetto che ora dovrà trovare i giusti canali applicativi.

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Si, perchè ogni campo inizierà ad adottare queste soluzioni informatiche e da oggi l’Italia si riprende un vantaggio strategico ed altamente spendibile. 

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