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Massacro casa: 40 miliardi all’anno di tasse su un bene che perde di valore

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Salvatore Dimaggio

Essere proprietari di casa in Italia significa essere tartassati in una maniera spropositata.

Sono tasse paragonabili a quelle sui beni di lusso quelle che si pagano sulla casa. Tuttavia i proprietari sono nella maggior parte dei casi persone con redditi bassi che a stento ce la fanno a restare in regola con il fisco. C’è anche da dire che il valore delle case in Italia sta diminuendo mentre nel resto d’Europa aumenta. Dunque tutta questa montagna di tasse in realtà paradossalmente sta andando a tassare una perdita di valore invece che un guadagno. Dall’Imu viene la maggior parte di questo colossale gettito per lo stato ma l’immobiliare ne paga le conseguenze. Il differenziale tra l’incremento generalizzato in Europa e la flessione del valore registrata in Italia si può leggere proprio in questo modo. Gli italiani sono convinti che avere case sia un cattivo affare e il mercato è fermo. Questi sono i risultati di uno studio pubblicato da Elexia uno studio associato di avvocati e commercialisti e diffuso dal Sole 24 Ore.

Tassare una perdita invece che un guadagno

I proprietari di casa sono nella maggior parte dei casi delle persone a basso reddito che hanno acquistato la casa dopo una vita di risparmi e di sacrifici. Le tasse sulla casa finiscono per essere una tassa contemporaneamente su un sacrificio già fatto e su un bene che va perdendo valore. In questo scenario si innerva la riforma del catasto temuta come un’ennesima mazzata.

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Draghi mette le mani avanti e dice che nessuno pagherà di più perché è solo un riordino. Eppure i timori sono tanti.

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Molti temono che da questo ricordino del catasto venga fuori un ulteriore gettito che sarebbe veramente insostenibile anche alla luce nella situazione inflazionistica nella quale siamo entrati.

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