La situazione del metallo giallo è cambiata molto nell’ultimo periodo.
Con le tensioni che ci sono sull’economia internazionale chiaramente l’oro è al centro dell’attenzione e in tanti si sono spostati sul metallo giallo. Ciò non sorprende. L’oro è il bene di rifugio per eccellenza e quando sui mercati c’è nervosismo, torna sempre protagonista. Da un lato lo scandalo Evergrande dall’altro l’inflazione stavano spingendo l’oro verso nuove vette d’interesse. Ma soprattutto era il timore del tapering da parte della Banca Centrale Americana a rendere l’oro appetibile da chi temeva correzioni violente nelle borse. Questo è un quadro classico. L’oro beneficia sempre di queste situazioni. Ma oggi l’oro sembra luccicare assai meno. Da un lato abbiamo un quadro tecnico che gli analisti vedono come fortemente ribassista. Questo si evidenzia dai grafici tecnici del prezioso metallo. Ma soprattutto negli ultimi giorni è emerso un cambio di equilibri all’interno della Federal reserve.
Lo scandalo che ha travolto la Fed ha fatto sì che 3 membri del board si siano dimessi o stiano per farlo. Questi tre erano tutti falchi e dunque oggi la Federal reserve appare molto più accomodante nei confronti dei mercati e il tapering sembra più lontano. Di conseguenza l’oro nella sua funzione di bene di rifugio appare meno allettante. Dunque, sia sul fronte dell’ analisi tecnica che su quello della psicologia dei mercati, per quello che possiamo dire oggi, l’oro è sicuramente meno allettante di qualche settimana fa e il suo trend ribassista appare assai probabile.
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1.720 dollari l’oncia: questo il valore che molti analisti tecnici vedono come nuovo target del prezioso metallo. Ma oltre il quadro tecnico piuttosto chiaro per gli analisti è appunto il cambio di equilibri nella banca centrale a rendere improbabili delle fiammate.
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Ad ogni modo i valori restano d monitorare.
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