Tassi a zero. Le banche centrali prendono ai poveri con l’inflazione per dare ai ricchi con la borsa.

Attaccare le banche centrali è fin troppo semplice.

Il loro compito è talmente delicato che devono scontentare qualcuno per forza. Se alzano troppo i tassi sono accusate di aver depresso l’economia. Se li tengono troppo bassi sono accusate di aver scatenato l’inflazione. Insomma qualunque cosa facciano, le si può sempre accusare di qualcosa. Tuttavia la strada scelta dalla BCE e dalla Federal reserve in questo periodo appare piuttosto problematica. Le due importanti banche centrali, infatti hanno deciso di ignorare il fenomeno dell’inflazione. Analizzando le loro dichiarazioni pubbliche degli ultimi mesi è assolutamente evidente come questo fenomeno sia stato assolutamente trascurato e minimizzato in ogni modo. Le borse ringraziano perché stanno crescendo come mai prima d’ora, drogate dai continui stimoli senza fine dal tasso a zero.

Una politica monetaria ingiusta

Tuttavia la gente comune comincia a sentire i morsi dell’inflazione. Infatti praticamente tutte le materie prime stanno cominciando ad aumentare di valore e questo si ripercuote sulla spesa. Eurostat dice che l’inflazione è in Europa ai livelli più alti da 13 anni a questa parte. Petrolio e gas stanno letteralmente esplodendo in tutto il mondo. Anche le materie prime alimentari subiscono violenti rincari. Di conseguenza le scelte delle banche centrali, se dovessero continuare, non avrebbero più l’alibi della ripresa.

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Fino a questo punto questo alibi poteva anche reggere ma con l’inflazione a questi livelli non più negabili, continuare con questa politica significherebbe semplicemente far arricchire la gente più benestante che investe in borsa ed erodere i magri compensi di chi ha i soldi giusto per fare la spesa.

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Eppure a dispetto di tutto ciò, francamente non crediamo che le banche centrali in fin dei conti faranno qualcosa di concreto sul fronte del tapering.