La Cina è ormai da tempo sul banco degli imputati. La bolla immobiliare sembra essere scoppiata proprio in Cina.
Lo scandalo Evergrande ha fatto apparire tutto d’un tratto il meraviglioso sviluppo immobiliare cinese null’altro che un fenomeno meramente speculativo. È saltato fuori che il colosso cinese costruiva interi quartieri pur sapendo di non venderli. È saltato fuori un debito di 305 miliardi di dollari che lo manderà quasi certamente in default. E taluni analisti stimano che il debito complessivo dell’immobiliare cinese potrebbe essere anche 10 volte tanto. Contemporaneamente la catena produttiva si è indebolita e tante aziende sono ferme. Ha fatto scalpore la notizia che anche i fornitori di grandi marchi occidentali come Tesla ed Apple non riusciranno a rifornirsi dei semilavorati promessi. D’altro canto la pressione degli USA sul dragone è sempre più forte. Piani militari così come accordi commerciali mirano ad approfittare di questa fase di debolezza per colpire il gigante in difficoltà. Eppure proprio in questo momento arrivano gli investitori desiderosi di comprare in saldo per così dire.
La Cina ed il suo sviluppo godono di tanti estimatori e di tanta fiducia in giro per il mondo. Molti non si fanno intimorire dalle notizie che arrivano dall’altra parte del mondo ed anzi ritengono queste difficoltà passeggere e vedono in questo momento di debolezza l’occasione giusta per acquistare sui listini cinesi a prezzi bassi. D’altra parte è proprio il guru Warren Buffett che ricorda sempre che bisogna acquistare nei momenti peggiori. Costoro stanno effettivamente facendo un affare o si stanno assumendo un rischio troppo grosso?
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Difficile stabilirlo perché il modello di sviluppo cinese è molto particolare.
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Ma anche perché non è assolutamente chiaro se la bolla immobiliare cinese in realtà poi si espanderà al resto del pianeta o resterà un fatto locale.
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