Terribili le immagini di violenze viste in questo fine settimana.
Al di là delle valutazioni politiche che vedono i vari partiti condannare, seppur con sfumature diverse, c’è una questione di tenuta sociale di fondo da non dimenticare. Il Paese è provato dall’emergenza covid, da un senso di spaesamento ed di incertezza sul futuro notevole. Torna lo spettro dell’inflazione che minaccia di rendere pensioni e stipendi più magri. Contemporaneamente la disoccupazione al sud è più alta che mai e quella boccata d’ossigeno per tanti che è il reddito di cittadinanza rischia di essere, se non eliminato, almeno ridotto di molto. In questo scenario è importante non alimentare quel malcontento che può essere usato dai violenti per trovare nuove persone da tirare dentro la protesta. L’inflazione viene trattata come una dato numerico dal governo ma per tante famiglie significa semplicemente ancora più miseria.
Ripetiamo, ci sono certamente tante valutazioni di ordine politico da fare, ma a tanti che hanno ingrossato le fila delle manifestazioni di Forza Nuova, probabilmente del pass e della politica interessa poco. Ciò che interessa è uno stato di miseria protratto troppo a lungo ed un’incertezza che appare sempre crescente. Gli italiani sanno bene che dall’anno prossimo i bonus compaiono o si riducono molto, le tasse aumentano ed i prezzi schizzano in alto. Facile poi che tanti, stanchi ed esasperati si convincano che andare a fare a botte contro i simboli del potere veri o presunti sia un modo per liberarsi dalla morsa di tutto ciò.
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Sbagliato sottovalutare questi segnali o leggerli solo in chiave politica. Delinquenti e violenti vanno fermati e puniti, ma gli esasperati vanno ascoltati altrimenti si finisce per fare il gioco dei neofascisti.
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Importante offrire risposte immediate e concrete.
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